Ore 12 – Altri 4 morti sul lavoro. L’Italia dei “frizzi e lazzi” non si vergogna

L’abbiamo scritto altre volte. Ma la realtà costringe a ripeterci. Notizie di questo tipo non “fanno notizia”. La gente che lavora e muore per lavorare non fa vendere giornali, non fa schizzare in alto l’audience televisivo. Soprattutto non porta voti. Inoltre consumavano poco da vivi, figurarsi da morti. Fuori mercato, fuori notizia, fuori da tutto.

L’abbiamo scritto altre volte. Ma la realtà costringe a ripeterci. Notizie di questo tipo non “fanno notizia”.

La gente che lavora e muore per lavorare non fa vendere giornali, non fa schizzare in alto l’audience televisivo. Soprattutto non porta voti.

Inoltre consumavano poco da vivi, figurarsi da morti. Fuori mercato, fuori notizia, fuori da tutto. Adesso anche fuori dal mondo.

Ieri a Trapani, Roma, Latina e Taranto, in un giovedì come un altro, in questo paese in chiaroscuro, di frizzi e lazzi e qui pro quo, quattro incidenti mortali sul lavoro.

Due edili morti in cantiere, un agricoltore rimasto sotto il trattore, un operaio travolto e ucciso mentre lavorava lungo l’ A 29 Palermo-Mazara del Vallo.

In Italia cala (per fortuna) il numero di assassinii e sul lavoro si muore due volte di più. Chissenefrega. E’ l’Italia delle ronde che avanza.

Qualche addetto stampa di qualche politico forse butterà giù due righe per un telegramma alle famiglie sventurate dei quattro sventurati.

L’elenco s’allunga. E’ l’elenco della vergogna. Disgrazie? Fatalità? Assassinii, altrochè! Italia in lutto? Ma va! Taca banda …