Arrestato Giovanni Gianni Nicchi, U picciutteddu detto tiramisù

Guarda un pò come è piccolo il mondo, da Gianni Nicchi si arriva in un colpo solo a Mangano e alle stalle di Arcore. Dall’Espresso in edicola (ma ne leggete anche qui su Milano Mafia): Loredana Mangano, la figlia maggiore di Vittorio, è cresciuta al Nord, ma ha sposato un siciliano doc, Enrico di Grusa,

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Guarda un pò come è piccolo il mondo, da Gianni Nicchi si arriva in un colpo solo a Mangano e alle stalle di Arcore. Dall’Espresso in edicola (ma ne leggete anche qui su Milano Mafia):

Loredana Mangano, la figlia maggiore di Vittorio, è cresciuta al Nord, ma ha sposato un siciliano doc, Enrico di Grusa, arrestato il 17 giugno ’98, dopo quattro mesi di clandestinità a Milano, e condannato per mafia e droga. Ora anche suo fratello, Alessandro Di Grusa, è stato condannato a 12 anni. Il tribunale di Palermo, pochi giorni fa, lo ha dichiarato colpevole di aver favorito la latitanza di Giovanni Nicchi, un boss che a soli 28 anni è considerato dai pm «l’astro nascente di Cosa nostra». Alleato con le storiche famiglie italo-americane, le stesse con cui Vittorio Mangano gestiva i traffici di eroina della «Pizza connection», Nicchi ha tentato una clamorosa scalata alla Cupola, scontrandosi con i Lo Piccolo. Tuttora è nella lista dei 30 latitanti più pericolosi. E ora si scopre che si era nascosto a Milano. Protetto dal cognato di Loredana Mangano.

Nemmeno trent’anni, destinato alla cupola palermitana, l’Avvenire spiegava l’antecedente della rivalità con i Lo Piccolo:

Per gli investigatori è la prova che da Milano passano anche le mosse per il mantenimento degli equilibri interni alla Cupola. Non è un caso che il clan Rotolo aveva deciso di assoldare un killer della ‘mafia milanese’ (Giovanni Nicchi) per uccidere padre e figlio Lo Piccolo. Un omicidio eccellente deciso, come emerso anche dall’inchiesta Gotha oltre i confini dell’Isola. Salvo Lo Piccolo scopre il piano dalla lettura dei giornali, e scrive nei suoi pizzini proprio a Bonanno, il suo referente milanese: «Trova e spegni Tiramisù». Bonanno risponde che ci penserà lui, e la fitta corrispondenza clandestina viene scoperta dopo il blitz nel casolare dei boss palermitani. Compaiono nomi pesanti, quelli di Guglielmo Fidanzati e dei fratelli Martello: tutti uniti per salvare i Lo Piccolo e conservare un posto al tavolo dei boss che contano.

Il suo ruolo di snodo con gli USA lo leggete in inglese su Wikipedia: stranamente esiste una sua pagina solo in quella lingua, niente in italiano. Il Sole 24 Ore spiegava il mese scorso:

Nonostante l’originaria appartenenza alla fazione corleonese, Gianni Nicchi fin dal 2003 è volato più volte a New York, con l’autorizzazione dei suoi padrini, per incontrare esponenti della “famiglia” Gambino e in particolare Frank Calì. Secondo gli investigatori erano viaggi per organizzare un grande traffico di stupefacenti fra la Sicilia e gli Usa. Anche se non è ancora in gradi di competere con Messina Denaro ma solo di accordarsi, è dunque lui il boss sul quale la sponda palermitana del potere mafioso sembra puntare.

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