Gaspare Spatuzza: perché è attendibile il pentito di Cosa Nostra

Su Gaspare Spatuzza abbiamo scritto molto in queste settimane: chi è Gaspare Spatuzza? il pentito di Cosa Nostra, già killer che venerava i fratelli Graviano, mafiosi stragisti di Brancaccio, fautori a inizio anni novanta della svolta a base di bombe della Cupola, è ritenuto attendibile dai magistrati della Procura fiorentina, e sarà messo sotto protezione.

Su Gaspare Spatuzza abbiamo scritto molto in queste settimane: chi è Gaspare Spatuzza? il pentito di Cosa Nostra, già killer che venerava i fratelli Graviano, mafiosi stragisti di Brancaccio, fautori a inizio anni novanta della svolta a base di bombe della Cupola, è ritenuto attendibile dai magistrati della Procura fiorentina, e sarà messo sotto protezione. Perché è ritenuto attendibile? Perché con le sue dichiarazioni ha contribuito a smontare quanto aveva dichiarato Vincenzo Scarantino, altro pentito di Cosa Nostra che tentò di depistare le indagini sull’attentato di via d’Amelio in cui perse la vita il giudice Borsellino. In un pezzo dell’archivio di Repubblica del 1998, leggo che

Crolla e ritratta Vincenzo Scarantino, il pentito chiave del processo per la strage di via D’Amelio. E con lui rischia di crollare l’intero impianto accusatorio messo in piedi dalla procura di Caltanissetta. Davanti ai giudici del processo bis, che si sta svolgendo a Como, Scarantino oggi si è rimangiato tutto. “Io dell’omicidio di Borsellino sono innocente”, ha detto l’uomo che si era accusato di aver procurato la Fiat 126 poi imbottita di tritolo che è costata la vita al giudice antimafia e ai cinque uomini della scorta

Al contrario, finora, le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza sono state ritenute attendibili, oltre che suffragate dalle indagini. Indagini che sfiorano, per ora, anche personaggi di primissimo piano, come Silvio Berlusconi e Marcello dell’Utri. Se siete interessati alla vicenda, su polisblog è in corso una diretta. Per farvi una cultura su quel periodo invece, la svolta stragista di Cosa Nostra tra il 1992 e il 1993, vi consiglio di rileggere quanto abbiamo scritto sulla trattativa Stato – mafia.

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