Elezioni 2013 – Ci sarà anche Alba Dorata Italia

Un partitino in più nella ricchia galassia neofascista italiana.

La galassia neofascista italiana si ‘arricchisce’ di un nuovo (improbabile) partito: Alba Dorata. La formazione che fa tremare i palazzi della politica in Grecia adesso ha la sua degna costola indipendente anche nello Stivale: verrà presentata ufficialmente il 21 dicembre in un hotel romano per una convention che dovrebbe vedere la partecipazione di almeno 400 persone (a detta degli organizzatori). L’obiettivo sono le elezioni politiche 2013, e quindi durante la convention si procederà alla nomina dei vertici nazionali e regionali.

Segretario del partito e candidato premier è Alessandro Gardossi, 44 anni, un passato di militanza fascista in Forza Nuova ma anche nella Lega Nord. Per ora, si sa poco di più di questo neonato Movimento. Anche perché la sensazione che si tratti del sogno di gloria di un mitomane è abbastanza forte: ha annunciato di volersi presentare alle elezioni regionali di Lazio e Lombardia, ma per ora non ci sono tracce di una vera candidatura. Dice di aver creato sedi regionali in ogni dove, ma per il momento quel poco che si vede è tutto online e in più sul sito web si lancia in affermazioni tipo:

Il sistema mafioso ha deliberato che le nuove formazioni politiche debbano presentare 60.000 firme in un mese.Noi ce ne freghiamo delle loro imposizioni atte alla persistenza della loro dittatura.Alba Dorata raccoglierà 120.000 firme in spregio al loro ripiego anticostituzionale.Abbiamo già attivato i nostri costituzionalisti per invalidare le elezioni ma nel frattempo presenteremo il doppio delle firme in spregio al loro diktat.

Se alcuni movimenti infinitamente più grandi sono preoccupati di non riuscire a raccogliere le firme, non si capisce da dove possa venire tanta sicurezza. A dare una mano, è stato chiamato l’appena fuoriuscito dalla Fiamma Tricolore Bruno Berardi, figlio di un maresciallo ucciso dalle Br, che potrebbe anche essere il candidato alle regionali del Lazio. Ma chi sono questi di Alba Dorata Italia? In cosa si distinguono dagli altri neofascisti? La prima cosa che salta all’occhio è l’utilizzo del simbolo di V for Vendetta. E ci siamo anche stufati di vedere il logo della graphic novel capolavoro di Alan Moore usata un po’ dappertutto: da Anonymous (ma ci sta anche), al M5S, fino ai fascisti.

Per il resto, il loro campionario è il solito: non sono razzisti anche se “gli stranieri sono solo una febbre, che deve essere curata a monte. Evitare che gli immigrati decidano di venire da noi”. Non sono antisemiti, ma antisionisti. Non sono estremisti, ma nazionalisti. Vabbè, è il solito campionario di scuse per evitare di vedersi il partito smantellato in pochi giorni dalla legge Scelba o Mancino. E mostrano anche un volto rassicurante, in un’intervista telefonica dell’HuffPost al loro segretario.

“Che importano le definizioni. Siamo nazionalisti, quello è vero. Ma sicuramente non vogliamo creare la stessa Alba dorata che esiste in Grecia. Noi non andiamo in giro a picchiare la gente

Va bene, le definizioni importano poco. E allora Mussolini?

“E’ vero: penso che Mussolini abbia fatto molte cose giuste anche se su molte altre ha sbagliato. Ma perché condannare in toto la sua figura?”

Che poi è anche stucchevole andare a chiedere sempre le stesse cose a questi figuri per ottenere sempre le stesse risposte da paraculo. Ma il “non siamo fascisti, non siamo razzisti, non siamo antisemiti, ecc. ecc.” è la solita cantilena dei molteplici movimenti neofascisti italici. Ma quanti sono? Escludendo La Destra di Storace (anche se il confine è labile e bisognerebbe chiedere spiegazioni su molti dei suoi legami, tipo questo) troviamo: Movimento Fascismo e Libertà – Partito Socialista Nazionale; Movimento Sociale Fiamma Tricolore; Forza Nuova; Nuovo Movimento Sociale Italiano-Destra Nazionale; Azione Sociale; Movimento Idea Sociale; Rifondazione Fascista. Più un paio che si rifanno alle primissime incarnazioni sinistrorse del fascismo: Sinistra Nazionale e Socialismo Nazionale. Una marea di partitini che in maggioranza esiste solo sul web e quasi tutti fuoriusciti dalla casa madre del Movimento Sociale Fiamma Tricolore, dimostrando una mania per lo ‘scissionismo’ che la sinistra se lo sogna.

E se si considera che la fusione del Movimento Sociale con la Destra e il Fronte Sociale Nazionale nel 2008 ha portato al 2,4% dei consensi, mentre l’attivissima Forza Nuova ha preso lo 0,3%, non si capisce proprio a cosa possa servire una nuova microformazione. Se non ad alimentare l’ego di qualche mitomane. Ma in fondo – vista l’aria che tira altrove – meglio così.

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