Elezioni 2013 – I sondaggi sulla ‘Lista Monti’

E Berlusconi adesso ha paura

Mario Monti è (quasi) deciso: alle elezioni 2013 ci sarà. Ancora non si sa se darà solo la sua benedizione a una lista di centro che a lui si richiami, oppure se scenderà in prima persona in campagna elettorale da candidato premier. Al momento la seconda ipotesi sembra più probabile, anche se tutte le riserve saranno sciolte solo quando SuperMario si deciderà finalmente a parlare esplicitamente.

Ma quanto vale la ‘Lista Monti’? E a chi fa più paura? Partiamo dai sondaggi: la coalizione che sosterrà il premier è formata da Udc, Fli, e Verso la Terza Repubblica (che poi è la Lista Montezemolo). Vista così, la mitica ‘Lista Monti’ di cui non si smette un secondo di parlare non fa paura davvero a nessuno: l’Udc viaggia attorno al 5%, Fli è ancorato al 2%, Montezemolo si aggira sul 3%. Totale, circa il 10%. Va bene tutto, ma perché tutta questa enfasi su una coalizione che vale quanto un partito di media grandezza? Anche l’ultimo sondaggio disponibile, di Demopolis, conferma il trend, assegnando il 12% alla coalizione a sostegno del premier (Udc 6, Fli 2, V3R 4%). Il punto è che questi sono i risultati che la lista ottiene senza che Monti sia candidato.

L’idea di Casini e compagnia è che una candidatura esplicita di Monti possa fare da calamita e attrarre i voti dalle ali sinistre e destre verso il centro. Se i moderati del Pd e i pochi delusi dal Pdl che non se ne sono ancora andati vedono Monti buttarsi nell’arena, il potenziale della sua Lista può aumentare esponenzialmente. Non solo: visto che a regolare le elezioni sarà ancora una volta il buon vecchio Porcellum, al Senato è facile che non si determini una maggioranza chiara. Ed è in casi come questi che chi sta al centro può far pesare notevolmente i suoi voti. Se poi a capo di tutto c’è Monti, il peso aumenta ulterioremente.

Ma è Bersani o Berlusconi ad avere paura del Professore? A giudicare dai continui inviti a ‘non buttarsi nella mischia’ sembrerebbe essere il Pd quello più preoccupato. Ma anche l’offerta un po’ patetica del Cavaliere a Monti di guidare la coalizione dei moderati è un chiaro segnale. Il fatto è che tutti ne hanno paura: il Pd teme che i più moderati del partito – elettori e non – che hanno vissuto con insofferenza la coalizione con Sel possano scappare verso il centro (ed è per questo che Bersani, nonostante le primarie, continua a non escludere un’alleanza post-elettorale), mentre il Pdl vede nell’opzione Monti la stroncatura dei già improbabili sogni di rimonta del Cavaliere. E’ vero che Berlusconi sta cavalcando un’ondata populista e anti-Monti che non dovrebbe metterlo in competizione con il centro, ma è anche vero che tutti i delusi del Cavaliere che mai voterebbero a sinistra e che non sono attratti da Grillo adesso hanno un’alternativa più che credibile.

E quindi? E quindi è probabile che sia il Pd che il Pdl pagheranno dazio alla discesa in campo di Monti. Ma mentre un apparantamento post elettorale con il centrodestra non avrà né i numeri né la logica dalla sua parte, la ‘Lista Monti’ potrà invece garantire al futuro governo del centrosinistra la sopravvivenza. Ma a quel punto, il premier potrà davvero essere Bersani?