Trattativa Stato-Mafia: Ciancimino contro Mancino, ci sono Violante e Martelli di mezzo

La giornata nera di Mancino, da L’Unità: qualche brandello di informazione sulla trattativa Stato-Mafia, che tutti negano ma che affiora quà e là in dichiarazioni ufficiali di personalità pubbliche. Non sono solo le parole dei pentiti dunque, anche se è Ciancimino figlio ad aver sollevato il nuovo vespaio (sono sue le parole che ieri Fini

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La giornata nera di Mancino, da L’Unità: qualche brandello di informazione sulla trattativa Stato-Mafia, che tutti negano ma che affiora quà e là in dichiarazioni ufficiali di personalità pubbliche. Non sono solo le parole dei pentiti dunque, anche se è Ciancimino figlio ad aver sollevato il nuovo vespaio (sono sue le parole che ieri Fini ha attribuito a Spatuzza):

Ciancimino jr è il primo a fare il nome di Mancino, a tirarlo in ballo come possibile interlocutore della trattativa. Chi tra gli uomini dello Stato era a conoscenza di una trattativa con Cosa Nostra? Oltre le parole dei pentiti, ai dubbi su un incontro, da Mancino sempre negato, che gettò Borsellino nello sconforto, arriva all’improvviso e inaspettata – siamo a luglio – la deposizione di Luciano Violante che, all’epoca presidente della Commissione Antimafia, rivela che «in ben tre incontri il generale Mori mi chiese di incontrare riservatamente Ciancimino». Incontro che Violante rifiutò. Sembrava chiusa lì. Ma il 9 ottobre arrivano le parole, sempre tardive, sempre a metà, dell’ex ministro Guardasigilli Martelli e dell’ex dirigente del ministero Liliano Ferraro: «Fummo informati della trattativa» dicono ad Annozero.

Di Mancino e Borsellino ne avevamo parlato qui su Polisblog, andate in archivio a leggere le puntate precedenti di questo velenoso snodo della questione, nata nei primi anni ’90 e riemersa con la puntata di Annozero di cui leggete qui ancora su L’Unità.

Claudio Martelli e Liliana Ferraro hanno poi deposto in Tribunale, ecco cosa ne diceva un articolo ripubblicato su Stato, Chiesa e Mafia:

Se la Ferraro e Martelli dovessero confermare a verbale si potrebbe ampliare ulteriormente quello scenario già all’esame della Corte presieduta da Mario Fontana che sta processando il generale Mori e il colonnello Mauro Obinu per favoreggiamento aggravato a Cosa Nostra.

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