Obama uomo dell’anno di TIME. E intanto prova a fermare le armi.

Dopo il 2008, Obama conquista di nuovo elezioni e copertina del settimanale

Barack Obama è uomo dell’anno di Time. In Italia qualcuno aveva addirittura pensato che l’onore sarebbe potuto spettare a uno dei nostri due Mario, Monti o Draghi. Invece la scelta di TIME è stata decisamente casalinga. Dopo la vittoria nel 2008, il presidente degli Stati Uniti si concede il bis portando a casa elezioni e copertina del settimanale americano, superando rivali come il presidente egiziano Morsi, Bill e Hillary Clinton, i manager di Yahoo ed Apple, la fisica italiana Fabiola Gianotti e Malala Yousafzai, la 15enne pachistana ferita alla testa dai talebani.

La redazione di Time ha deciso di ignorare il voto online, in cui Obama si era piazzato appena diciottesimo. E ha avuto le sue ragioni per farlo, visto che secondo il web il titolo l’avrebbe dovuto vincere il giovane presidente della Corea del Nord Kim Jong-Un, che ha conquistato qualcosa come 5,6 milioni di voti.

Sulla homepage, il direttore di Time spiega i perché della scelta:

“Siamo nel pieno di cambiamenti storici, culturali e demografici e Barack Obama è al tempo stesso tanto il simbolo quanto l’architetto di questa nuova America

Una scelta patriottica per instillare un po’ di autostima negli Stati Uniti che stanno perdendo il loro ruolo di unica superpotenza. Ma non solo: a pesare sulla decisione è stata anche la capacità di Obama di ottenere oltre il 50% dei consensi in due elezioni consecutive ed essere stato il primo presidente, dal 1940, a venire rieletto nonostante un tasso di disoccupazione superiore al 7,5%. A Obama viene riconosciuto il merito di “aver forgiato nel 2012 una nuova maggioranza, trasformato le debolezze in opportunità e cercato, fra grandi difficoltà, di dare vita ad una più perfetta unione”.

Magari l’incoronazione di Time può essere utile al presidente anche per portare avanti la sua nuova, e difficilissima, battaglia: quella per il ‘gun control’, per riuscire davvero a porre un limite alla libera circolazione delle armi garantita dal Secondo emendamento. Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha deciso di appoggiare la proposta della senatrice Dianne Feinstein di reintrodurre la messa al bando di 900 tipi di armi d’assalto e dei caricatori con oltre 10 proiettili. Ma qui dovrà vedersela con il potere delle lobby armaiole tipo National Rifle Association.

Chi probabilmente sperava di poter contendere a Obama il titolo – grazie al lavoro fatto durante l’emergenza dell’uragano Sandy – è il sindaco di New York Michael Bloomberg. Che infatti chiede il riconteggio dei voti. O almeno, lo fa la sua versione satirica americano-ispanica di Miguel Bloombito.

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