Sondaggi: Beppe Grillo e il (presunto) crollo del Movimento 5 Stelle.

E’ probabile che il ‘periodo d’oro’ sia finito, ma il gradimento è ancora altissimo

Le voci si rincorrono da giorni: il gradimento per il Movimento 5 Stelle sta crollando. Ma se poi si guardano i numeri, l’idea che il boom del partito di Beppe Grillo sia finito sembra più frutto del buon senso che dei sondaggi. Nel senso: dopo le polemiche sulle parlamentarie, dopo il video con i diktat da piccolo dittatore, dopo la cacciata di Favia, di Salsi e da ultima di Raffaella Prini sembra ovvio che il M5S debba subire qualche contraccolpo in termini di gradimento. Ma in verità le cose continuano ad andare diversamente.

Fino agli ultimi mesi del 2011, il Movimento di Grillo era attorno al 3% – e già lo si considerava un risultato lusinghiero -, attorno ad aprile il consenso ha iniziato a salire fino a raggiungere l’otto per cento. Poi i primi successi nelle amministrative lo hanno trascinato sempre più su, fino a raggiungere quel massimo del 20% che periodicamente gli viene attribuito. Ma se si continua a parlare di ‘crollo’, quanti voti ha effettivamente perso Beppe Grillo? Secondo Emg il M5S è calato di mezzo punto ed è sceso al 16,6%, secondo Euromedia il calo è di due punti, dal 19 al 17%, secondo l’ultimo sondaggio Swg il calo è di poco più di mezzo punto che porta il partito al 19%. E’ sufficiente per parlare di crollo? Sembra di no.

Un segnale però c’è, anche se al momento è isolato: i sondaggi Ipsos visti ieri a Ballarò che danno il Movimento 5 Stelle al 13,8%. Ed effettivamente si tratta di un dato basso, rispetto a quelli di altri istituti e rispetto alle percentuali a cui ci siamo abituati a vedere il partito di Grillo. Segnale che le cose stanno iniziando a cambiare?

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