Mafia: condannato Marcello Trapani, ex legale dei boss Lo Piccolo

Quattro anni e dieci mesi di reclusione per associazione mafiosa. È la condanna inflitta a Marcello Trapani, ex procuratore sportivo ed ex avvocato dei boss Sandro e Salvatore Lo Piccolo, arrestati a novembre 2007. Oggi Trapani è un collaboratore di giustizia. I pm della Dda di Palermo avevano chiesto per lui 3 anni e 4

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Quattro anni e dieci mesi di reclusione per associazione mafiosa. È la condanna inflitta a Marcello Trapani, ex procuratore sportivo ed ex avvocato dei boss Sandro e Salvatore Lo Piccolo, arrestati a novembre 2007. Oggi Trapani è un collaboratore di giustizia. I pm della Dda di Palermo avevano chiesto per lui 3 anni e 4 mesi di carcere, ma il gup Angelo Pellino non ha ritenuto di dover concedere la riduzione della pena prevista per i “pentiti” ma solo quella per il rito abbreviato.

Secondo l’accusa Trapani curava gli interessi della famiglia mafiosa dei Lo Piccolo. Il penalista era stato arrestato a settembre 2008. Le indagini, coordinate dal procuratore aggiunto Alfredo Morvillo, avevano evidenziato gli stretti legami di natura professionale e soprattutto “extraprofessionale” di Trapani con diversi appartenenti alla “famiglia” Lo Piccolo.

Relazioni che progressivamente avevano assunto una rilevanza penale sempre più marcata. Scriveva l’Eco di Sicilia ai tempi dell’arresto:

Il penalista avrebbe fatto da tramite con i capimafia e alcuni imprenditori che avevano interesse a contattare i Lo Piccolo. Secondo quanto è emerso dall’inchiesta dei pm della direzione distrettuale antimafia di Palermo, l’avvocato avrebbe anche fatto avere ai boss materiale giudiziario che riguardava inchieste sulle cosche mafiose.


A un mese dall’arresto Trapani decide di “pentirsi”. Dall’archivio di Repubblica:

Il giorno dopo le manette, all’interrogatorio davanti al gip Silvana Saguto, era scoppiato in lacrime, non riuscì a dire nulla, se non un’ improvvisata (e poco convincente) difesa. Un mese dopo, Marcello Trapani era già davanti a un pool di magistrati, pronto a confessare tutto. Non aveva altra scelta: la microtelecamera piazzata dai finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria nello studio di Trapani, in via Cavour, diceva già molto. I colloqui fra l’avvocato e Calogero Lo Piccolo, uno dei rampolli del capo di Tommaso Natale, erano chiarissimi.

Su Live Sicilia del marzo 2009, si legge:

l’avvocato dei boss Lo Piccolo, Marcello Trapani, 39 anni, è diventato un collaboratore di giustizia. Ha deciso di svelare ai magistrati della Procura di Palermo i segreti dei padrini di Tommaso Natale, diventati i mafiosi più influenti di Cosa nostra siciliana dopo l’arresto di Bernardo Provenzano, avvenuto nell’aprile 2006. Per conto di Salvatore e Sandro Lo Piccolo Trapani curava il reinvestimento dei soldi sporchi provenienti dal racket delle estorsioni: 8 milioni di euro sarebbero finiti a Chioggia, in Veneto, per la realizzazione di un complesso residenziale. Questa mattina, è scattato il primo arresto, eseguito dai finanzieri del nucleo speciale di polizia valutaria: in manette è finito Pietro Mansueto, 48 anni, ritenuto uno dei prestanome dei Lo Piccolo. Ufficialmente, era solo un dipendente di Mc Donald’s, ma avrebbe gestito diverse proprietà immobiliari per conto dei boss.

E in riferimento ai colloqui di Trapani con Calogero Lo Piccolo, ripresi dalla telecamera piazzata dalle Fiamme Gialle nello studio del legale…

(…) era soprattutto uno l’argomento di discussione, gli investimenti dei padrini.
Quando si arrivava ai temi più delicati, l’avvocato e il rampollo del boss smettevano di parlare e si scambiavano dei pizzini. Quei biglietti finivano poi nel cestino. Ma i finanzieri sono andati a recuperarli nel cassonetto di fronte allo studio di Trapani, dopo che la signora delle pulizie aveva finito il suo turno.

Via | Sicilia Today
Foto | Flickr

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