Delitto di Perugia: l’arringa dell’avvocato Giulia Bongiorno: “Raffaele ha conosciuto Guede durante l’udienza preliminare”

Ve lo abbiamo anticipato sabato: dopo l’arringa di Luca Maori, avvocato difensore di Raffaele Sollecito, oggi il processo per il delitto di Perugia è ripreso con l’intervento di Giulia Bongiorno, altro legale difensore di Sollecito. La Bongiorno non ci è andata leggera, sostenendo che il suo assistito è stato incastrato da Amanda Knox: In questo


Ve lo abbiamo anticipato sabato: dopo l’arringa di Luca Maori, avvocato difensore di Raffaele Sollecito, oggi il processo per il delitto di Perugia è ripreso con l’intervento di Giulia Bongiorno, altro legale difensore di Sollecito.

La Bongiorno non ci è andata leggera, sostenendo che il suo assistito è stato incastrato da Amanda Knox:

In questo processo Raffaele Sollecito sembra essere un ‘allegatino’ silenzioso di Amanda e non si capisce bene a cosa serve. AAA cercasi Raffaele Sollecito, di lui in questo processo non si sa nulla. Non si conosce quale sia il suo movente. Amanda la strega, Amanda colma di odio. Ma Raffaele? Perfino i titoli sui giornali sono stati ‘chiesto ergastolo Amanda’, come se per Raffaele ci fossero stati sei mesi con la condizionale.

Ed ha continuato mettendo in discussione la credibilità di questo processo che dura ormai da mesi:

Un processo di omicidio senza movente è un processo che lascia stupefatti. E’ sorprendente l’idea che un assassino possa chiamare i carabinieri e dire: venite a prendermi, sono sul luogo del delitto. Raffaele ha chiamato i carabinieri e ha atteso insieme ad Amanda il loro arrivo seduto sui gradini davanti alla casa del delitto. Vi pare credibile che un assassino faccia questo? La ricostruzione accusatoria ha il sapore di un’opera incompiuta in cui manca la parte essenziale.


E’ tornata, poi, sulla questione Rudy Guede-Raffaele Sollecito, che a quanto pare non si conoscevano:

E’ certo che i due non si conoscevano al momento del delitto. L’unico elemento che li lega è il capo d’imputazione. Abbiamo dei complici che non si conoscono. Ma dei complici possono non conoscersi? Può esistere un patto tra persone che non si conoscono? In questo processo tra tanti dubbi c’è una certezza: Rudy Guede e Raffaele Sollecito non si conoscevano affatto. Si sono incontrati per la prima volta in aula durante l’udienza preliminare e l’unico elemento che li unisce è il capo di imputazione. Raffaele fino a quel giorno coltivava i suoi studi, la sua vita. Poi è inciampato su una impronta che gli ha strappato tutti i sogni. Con quella impronta Raffaele è stato oggettivamente incastrato nel luogo del delitto. Pm, gup, Riesame e Cassazione individuano nell’impronta il dato oggettivo che incastra Raffaelle. Raffaele è andato in carcere per una impronta che è stata poi attribuita a Rudy Guede. Come mai tutti questi giudici sono incorsi in errori?

L’udienza continua.

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