La riforma costituzionale secondo Berlusconi

Dimezzamento dei parlamentari, presidenzialismo e altro ancora.

Se pensate che la riforma costituzionale progettata da Renzi e Boschi sia di stampo autoritario, aspettate a vedere cos’ha in mente di fare Silvio Berlusconi, uno che da sempre vuole rafforzare il potere esecutivo e contemporaneamente rendere l’Italia una repubblica presidenziale. Il Cavaliere ne ha parlato ieri, intervenendo in videoconferenza all’Hotel Vesuvio di Napoli.

La sua riforma della Costituzione alternativa si articola in 4 punti. Prima di tutto, il bicameralismo perfetto rimane tale e quale a come è oggi; ma si dimezzano i parlamentari: 300 deputati e 150 senatori, in ossequio agli obbligatori tagli ai costi della politica. Dopodiché arriva il bello: Berlusconi vuole l’elezione diretta del presidente della Repubblica, che a quel punto, ovviamente, non sarebbe più una figura super-partes ma un attore politico con, immaginiamo, ben altri poteri esecutivi.

Insieme a questo, Berlusconi vuole anche il vincolo di mandato: vale a dire che un parlamentare non può cambiare casacca. Che sulla carta sembra una cosa sacrosanta, visto quanto ci siamo abituati a vedere continui cambi poco seri, ma di fatto si tratta di impedire a un parlamentare eletto di persona di cambiare idea sul partito che meglio lo rappresenta. Inoltre, in una repubblica presidenziale il vincolo di mandato rendere anche più complesso per il Parlamento di far cadere un governo che non funziona più.

L’ultimo punto riguarda il limite in Costituzione della pressione fiscale per i cittadini: “In modo che nemmeno un governo di sinistra possa andare oltre quel limite”.

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