Claudio Velardi: a scuola di brogli

Claudio Velardi, uno dei tre storici lothar della golden age dalemiana, oggi cerca di ripulire l’immagine di Bassolino. A Napoli in effetti ce n’è un gran bisogno. Di ripulire. L’immagine. Al di là di questo, c’è Felice Manti che su “Il Giornale”, scrive:«Nel Pci mi educarono ai brogli». Così parlò Claudio Velardi nel suo libro


Claudio Velardi, uno dei tre storici lothar della golden age dalemiana, oggi cerca di ripulire l’immagine di Bassolino. A Napoli in effetti ce n’è un gran bisogno. Di ripulire. L’immagine. Al di là di questo, c’è Felice Manti che su “Il Giornale”, scrive:

«Nel Pci mi educarono ai brogli». Così parlò Claudio Velardi nel suo libro L’anno che doveva cambiare l’Italia, edito da Mondadori. L’ex dirigente Pci, poi braccio destro di Massimo D’Alema fino al 2000, una volta chiuse le urne 2006, che consegnarono una striminzita vittoria a Romano Prodi, ammise che la «tratta delle bianche» era una delle materie di studio nella scuola del Pci.

Sempre Velardi prosegue:

«Cercate subito di capire qual è lo scrutatore fascista, quale il democristiano, simpatizzate, fate amicizia, costruite delle alleanze. Sono decisive per assegnare le schede contestate, comunque per creare un clima favorevole a noi». Parole poco rassicuranti, se pronunciate da chi è cresciuto nel mito del motto staliniano «non conta chi vota, conta chi conta i voti»

Voi cosa ne pensate?

Foto: The Bbp, Flickr