Grecia, xenofobi attaccano il campo profughi di Chios

Almeno 150 persone, secondo l’UNHCR, sarebbero rimaste senza un posto in cui dormire.

Seconda notte di violenze nel campo profughi di Souda, nell’isola greca di Chios, preso di mira da un gruppo di estremisti di destra che si è accanito sui migranti lì ospitati mettendo a ferro e fuoco le tende installate su quella lingua di terra a due passi dalle abitazioni.

Almeno una trentina di persone, come confermato dall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR), avrebbero preso di mira il campo lanciando grosse pietre e bombe molotov contro i migranti e le tende, distruggendone diverse. Almeno due persone, due migranti ospiti del campo, sono stato colpite dalle pietre e sono state ricoverate in ospedale.

Almeno 150 persone, secondo l’UNHCR, sarebbero rimaste senza un posto in cui dormire. Roland Schoenbauer, portavoce dell’UNHCR in Grecia, ha spiegato:

Bombe molotov sono state lanciate dale mura e hanno distrutto numerose tende. La gente è spaventata ed è difficile convincerla a tornare al campo. I volontari hanno dato una mano a sistemare delle piccole tende fuori dal sito, ma non tutti i migranti avranno un posto asciutto in cui passare la notte.

Il campo Souda ospita circa 4 mila persone tra migranti e rifugiati e il 60% di loro arriva dalla Siria. Il 20%, sempre secondo i dati ufficiali dell’UNHCR, viene dall’Iraq, il 10% dall’Africa del Nord e il restante 10% è composto da diverse nazionalità.