Renzi: “Il referendum non è su di me. Partita aperta, ci sono ancora molti indecisi”

“Sono i 15 giorni che aspettavamo da decenni”, dice il premier

Conferenza stampa del premier Renzi in occasione dei 1000 giorni del suo governo. Il presidente del consiglio elenca i traguardi – a suo dire – raggiunti fino ad ora, ma il clou della conferenza resta ovviamente la parte sul referendum.

Matteo Renzi commenta i dati degli ultimi sondaggi, ricordando anche gli errori che ci sono stati con le previsioni su Brexit e Trump: “I sondaggi danno il No al referendum in testa, ma la partita è totalmente aperta perché ci sono molti indecisi. In questi quindici giorni lotteremo per il Sì con ragioni più forti che mai. Saranno l’occasione per raccontare la riforma“.

Il premier annuncia con enfasi l’importanza delle ultime due settimane di campagna: “Sono i 15 giorni che aspettavamo da decenni“. Sottolinea il peso degli elettori indecisi: “Secondo me andranno in votare in tardi, per questo sarà difficilissimo sapere dove si svilupperà il consenso negli ultimi giorni“. “Continuo a pensare che nella pancia del paese ci sia voglia di cambiamento“, aggiunge fiducioso.

Dice adesso che “il referendum non è su di me” e che “ora sono le opposizioni che stanno personalizzando il referendum“, si dice convinto che “gli italiani però sceglieranno sulla base del quesito“.

Cosa succede se vince il No? Renzi si limita a rispondere “Cosa accadrà al governo lo scopriremo solo vivendo” e “verificheremo la situazione politica”

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