De Luca-Bindi: lui non si scusa e attacca Matrix, Pd compatto contro le sue parole

Tutti i leader politici criticano duramente De Luca per le sue parole contro Rosy Bindi

Non si placano le polemiche sulla frase pronunciata dal governatore della Regione Campania Vincenzo De Luca a Matrix: “Da Rosy Bindi cosa infame, da ucciderla“. Commenti sdegnati arrivano da tutti i partiti politici e in particolar modo proprio dal PD, partito di De Luca e Bindi.

Dai piani alti del Partito Democratico si fa notare – per ora – il silenzio di Matteo Renzi. Parlano invece Matteo Orfini, che commenta “De Luca farebbe bene a darsi una calmata e a chiedere scusa a Rosy Bindi“, e Debora Serracchiani che su Twitter scrive: “Sono inaccettabili certi toni, spero che De Luca si scusi al più presto con Rosy Bindi per le sue parole“. Ettore Rosato, capogruppo Pd alla Camera, parla di dichiarazioni “gravi e inaccettabili“. Roberto Speranza, della minoranza PD, manda via Twitter un “caro abbraccio a Rosy Bindi, contro di lei parole inaccettabili che squalificano solo chi le pronuncia“.

I presidenti di Senato e Camera hanno espresso tutta la loro disapprovazione. Pietro Grasso commenta così:

Non pensavo che spostandomi in politica avrei sentito delle parole che ero abituato a sentire quando ero procuratore antimafia. Certe cose un rappresentante delle istituzioni non deve pensarle nè dirle. De Luca chieda scusa alla Bindi e smetta di imitare Crozza. Non pensi di costruire consenso e simpatia ma solo una rappresentazione di irresponsabilità e arroganza.

Laura Boldrini scrive “Piena solidarietà alla presidente dell’Antimafia Rosy Bindi per le inaccettabili parole pronunciate da Vincenzo De Luca“.

De Luca parla come un camorrista: credo che il suo partito si sarebbe dovuto interrogare tempo fa sulle discutibili qualità umane e gli eccessi verbali di questo personaggio“, così il vicepresidente della Commissione parlamentare Antimafia, Claudio Fava (SI).

Vincenzo De Luca prova a difendersi su Facebook, attaccando Matrix per aver diffuso le sue parole dette solo ad intervista conclusa:

Ci ritroviamo di fronte all’ennesimo atto di delinquenza giornalistica. Chiarisco che nell’intervista che ieri ho rilasciato a Matrix nessuna domanda, e tantomeno alcuna risposta, ha riguardato l’onorevole Bindi.

Al termine della stessa intervista, il giornalista ha tirato fuori il suo tablet chiedendomi, mentre gli operatori smontavano i cavalletti delle telecamere, se poteva mostrarmi quanto aveva affermato in una precedente trasmissione l’ospite Vittorio Sgarbi sull’onorevole Bindi. Abbiamo parlato di Sgarbi, e commentato insieme, sorridendo e facendo battute, quel video che non conoscevo.

Verificheremo con l’ufficio legale gli estremi della querela a fronte di una evidente violazione della privacy e violenza privata esercitata. Un ennesimo episodio di scorrettezza professionale e di inciviltà.

Per il resto, la vicenda – grave – di un anno fa è chiusa. Non c’era e non c’è alcun problema con l’On. Bindi, nei cui confronti, al di là di ogni differenza politica, riconfermo il mio rispetto oltre ogni volgare strumentalizzazione.

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