Iraq, battaglia di Mosul. L’ONU denuncia: “40 civili uccisi in piazza dall’ISIS”

Prosegue da ormai quattro settimane l’offensiva su Mosul.

L’offensiva delle forze speciali irachene su Mosul prosegue senza sosta e i jihadisti dello Stato Islamico continuano a resistere con violenza, uccidendo in massa i civili rimasti intrappolati in città nelle aree ancora sotto il controllo dell’ISIS.

L’ONU ha denunciato in queste ore altre 40 uccisioni di civili, giustiziati dall’ISIS perché ritenuti traditori. Le esecuzioni sono avvenuti un pubblico e i cadaveri, lo conferma la Commissione per i diritti umani delle Nazioni Unite, sono stati appesi ai pali della luce in diversi distretti della città di Mosul.

Esecuzioni anche alle porte della città, nella zona della base militare di Ghabat, dove 20 civili sono stati uccisi perché accusati di aver fornito informazioni alle forze speciali irachene.

Il principe Zeid bin Ra’ad al-Hussein, commissario per i diritti umani delle Nazioni Unite ha lanciato un appello al governo iracheno, invitandolo ad agire con fermezza nel ripristinare la legge nei territori che man mano vengono liberati, così da assicurare che “i combattenti catturati e i loro sostenitori vengano giudicati secondo la Legge”.

L’operazione per la ripresa di Mosul, in mano allo Stato Islamico da oltre due anni, è iniziata ormai quattro settimane fa e sta vedendo la partecipazione di oltre 50 mila militari delle forze speciali irachene, ma anche agenti di polizia, combattenti curdi e le milizie locali.