Referendum costituzionale: come influirà la vittoria di Donald Trump?

Potrebbe spingere ancora di più il voto anti-establishment.

È ovvio, l’elezione di Donald Trump e il voto del referendum costituzionale che si terrà il 4 dicembre non sono collegati tra loro. E la vittoria del candidato repubblicano potrebbe non influire direttamente sulle urne italiane. Eppure ci sono degli aspetti da prendere in considerazione, perché è chiaro che la dinamica sottostante a tutte le ultime elezioni (dalla Brexit, agli USA, fino al referendum costituzionale) è soprattutto una: il voto anti-establishment e quello pro-continuità.

Nel caso della Brexit e negli Stati Uniti, ha chiaramente vinto un voto populista, di rabbia contro l’Europa da una parte e le élite finanziarie e i politici a loro sottomessi (o almeno presunti tali) dall’altra. Si può fare un parallelismo anche sul referendum italiano? In verità, la risposta corretta sarebbe no. Perché, nel merito della riforma del Senato e del Titolo V non c’è una chiara dinamica di questo tipo, si tratta soprattutto di rafforzare il potere esecutivo (in maniera accettabile o meno a seconda dei gusti) rispetto al legislativo. Anzi, un certo populismo di destra potrebbe apprezzare una riforma che rafforza i poteri del premier, rendendo più rapida la sua azione.

Purtroppo, come stiamo vedendo, i contenuti della riforma interessano poco. Quel che davvero sposta i voti è la questione “Renzi sì, Renzi no”. Da questo punto di vista, quindi, è chiaro che Renzi rappresenta l’establishment (per quanto si sia sempre proposto in maniera diversa) e quindi il voto per il “sì” è un voto (paradossalmente) in favore della continuità (almeno del suo governo). Viceversa, il “no” è un voto di protesta contro il governo attualmente in carica. Ed essendo guidato soprattutto da Lega Nord e da Movimento 5 Stelle (di Sinistra Italiana e della minoranza Pd si occupano solo i giornali), diventa inevitabilmente anche un voto di protesta populista.

Quel che resta da capire, è se l’elezione di Donald Trump galvanizzerà il populismo italiano (come sembra pensare Salvini, che ha fatto un subitaneo ritorno in tv per cavalcare la cosa), o se invece spaventerà il popolo che vuole soprattutto non fare salti nel buio, spingendo il voto a favore del referendum e quindi di Renzi e quindi della continuità di governo. Su questo aspetto, però, solo i sondaggi (sempre che valgano ancora qualcosa) possono dirci quale traiettoria avrà il sopravvento.

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