Ungheria, bocciata riforma costituzionale anti-migranti

Sonora bocciatura della riforma costituzionale voluta da Orban per chiudere l’Ungheria ai migranti.

Il Parlamento ungherese ha bocciato la riforma costituzionale fortemente voluta dal Presidente Viktor Orban per bloccare la ricollocazione UE dei richiedenti asilo in Ungheria: è la prima volta, da quando Orban è salito al potere nel 2010, che viene a mancare la maggioranza qualificata per una riforma costituzionale. All’Ungheria spetterebbero, secondo il sistema quote stabilito nell’UE, 2.940 migranti.

In realtà il provvedimento non è passato per appena due voti: i 131 parlamentari della Fidesz, il partito di destra del premier, hanno votato compatti a favore, ma non sono stati sufficienti a raggiungere i due terzi dell’assemblea necessari a modificare la Costituzione. Secondo gli analisti è stato il partito di destra Jobbik l’artefice della bocciatura, non garantendo i suoi voti a Orban.

Jobbik è una formazione ultranazionalista e xenofoba che, in linea di principio, condivide l’approccio all’immigrazione, ma ha ritenuto incompleta la riforma e secondo diversi osservatori è solo il preambolo alla campagna elettorale in vista delle elezioni del 2018.