L’evoluzione dei cavalli. E dei Cavalieri “pigmei”

Un eminente biologo scrisse che i cavalli, in origine nani, erano evoluti sino alla grandezza conosciuta negli ultimi secoli. Ma che gli stessi cavalli, per un nonnulla, potevano ritornare allo stato iniziale, cioè nani. Andrea Camilleri su l’Unità aggiunge che “l’eventuale regressione alla nanità dei cavalli sarebbe resa possibile anche dal fatto che la crescita

Un eminente biologo scrisse che i cavalli, in origine nani, erano evoluti sino alla grandezza conosciuta negli ultimi secoli. Ma che gli stessi cavalli, per un nonnulla, potevano ritornare allo stato iniziale, cioè nani.

Andrea Camilleri su l’Unità aggiunge che “l’eventuale regressione alla nanità dei cavalli sarebbe resa possibile anche dal fatto che la crescita del cavallo era avvenuta linearmente, senza intoppi. E che quindi, proprio per questa linearità, il percorso inverso sarebbe stato più veloce”.

Si chiede Camilleri: “Il cammino degli italiani è stato altrettanto lineare? Siamo passati dalla democrazia alla ventennale dittatura fascista; dopo la Resistenza siamo caduti sotto i governi della Dc; da questi a Berlusconi. Cento anni di storia che sono tutti un passo avanti e due indietro. Che siderale distanza intercorre tra la nobiltà, la dignità, la fermezza del discorso di De Gasperi ai vincitori del dopoguerra e il discorso di Berlusconi al parlamento europeo, quello del Kapò”.

Conclude Camilleri: “Non c’è la possibilità di tornare nani. Ma pigmei, sì”.

Forse, ascoltando le parole del nostro Premier a Sarkozy sulla “moglie prestata”, siamo già tornati ai pigmei somari. E volgari.

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