Brexit, l’Alta Corte di Londra: “Serve il voto del Parlamento per procedere con l’uscita dall’UE”

La premier britannica Theresa May non potrà attivare l’articolo 50 del trattato di Lisbona senza il voto del Parlamento.

Battuta d’arresto per il processo di Brexit, l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione Europea stabilita dal referendum del giugno scorso con il 51,9% delle preferenze. Oggi l’Alta Corte di Londra ha stabilito che sarà necessario il voto del Parlamento per avviare il processo di uscita dall’UE.

Il caso era arrivato fino all’Alta Corte di Londra, l’equivalente della nostra Corte Suprema, grazie a un gruppo di attivisti – sostenitori della permanenza del Regno Unito nell’UE – che metteva in discussione le intenzioni della premier britannica Theresa May di invocare l’articolo 50 del Trattato di Lisbona, quello che prevede il recesso volontario e unilaterale di un Paese dall’UE, usando i propri poteri esecutivi senza passare per il Parlamento.

L’Alta Corte di Londra ha così bloccato Theresa May dal procedere, sottolineando come le argomentazioni del Governo siano “contrarie ai principi costituzionali fondamentali della sovranità del Parlamento”.

Il Governo britannico ha già fatto sapere che presenterà ricorso alla Corte Suprema contro la sentenza odierna:

Il Paese ha votato e ha deciso di lasciare l’Unione Europea in un referendum approvato da un atto parlamentare e il Governo è determinato a rispettare il risultato del referendum. Faremo appello contro la sentenza.

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