Usa 2016: i finanziatori repubblicani mollano Trump

Anche i donatori voltano le spalle a Trump. Il tycoon in lieve ripresa nei sondaggi, ma Clinton ha un maggior numero di delegati virtuali

I finanziatori del G.O.P. hanno deciso di voltare definitivamente le spalle a Donald Trump. Dopo i numerosi scandali, in particolare quelli di molestie sessuali, che hanno coinvolto il candidato repubblicano alla Casa Bianca, i “tesorieri” conservatori hanno stretto i cordoni della borsa. Intanto, il magnate, pur avendo recuperato qualche punto nei sondaggi, rimane indietro negli Stati chiave.

Che il gotha del capitalismo vicino ai repubblicani abbia intenzione di affossare la campagna di Trump è ormai chiaro. Proprio ieri lo staff del tycoon ha annunciato che nelle ultime due settimana di campagna elettorale non ci saranno eventi pubblici per la raccolta fondi in favore del partito dell’elefantino. Tali eventi fanno leva sulla notorietà del candidato, che cerca di trovare proventi per la campagna di politici meno noti. Ricordiamo, a tale riguardo, che il prossimo 8 novembre si vota anche per un terzo dei seggi del Senato e per la totalità di quelli della Camera.

All’interno del partito, le cose non vanno meglio per il costruttore: sono 160 i candidati del G.O.P. che non lo sostengono per la presidenza. Il vertice, poi, tranne alcune eccezioni, sta cercando di sabotarlo. Il presidente della Camera Paul Ryan ormai non menziona più Trump nelle sue uscite pubbliche e pensa a prendersi la leadership dei conservatori. Altri esponenti di spicco, come Colin Powell e Condoleezza Rice, invitano apertamente a votare Hillary Clinton.

Ormai il magnate “corre da solo”; anzi, da certe sue esternazioni, si comprende che corre contro il suo stesso partito. I sondaggi, inoltre, non lo premiano. Se è vero che secondo RealClearPolitics Trump è in ripresa (ora sarebbe al 43,2% dei consensi virtuali contro il 48,6% di Clinton), allo stesso tempo negli Stati decisivi la candidata democratica consolida il suo vantaggio. L’ex segretario di Stato, per le rilevazioni odierne, non dovrebbe avere difficoltà a ottenere il numero di delegati sufficienti per entrare nello Studio Ovale.

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