Taglio degli stipendi, rinviato il testo dell’M5s: bufera in Aula alla Camera

Nulla di fatto per il testo di legge sul taglio delle indennità parlamentari. M5s protesta in Aula.

Ieri pomeriggio è stata rinviata in Commissione la proposta di legge presentata alla Camera dei Deputati dal Movimento 5 Stelle sul taglio degli stipendi dei parlamentari: 109 i voti di scarto. La prima firmataria della proposta Roberta Lombardi fuori da Montecitorio si è sfogata:

“Continuano insopportabilmente a prenderci per i fondelli: questo è inaccettabile”

In aula aveva detto:

“Noi rigettiamo il motivo istituzionale perché l’Italia non si ferma il 4 dicembre perché dopo il 4 dicembre ci sarà il 30 maggio, questo paese si basa solo sulle scadenze elettorali e mai sui bisogni dei cittadini”.

Presente in Aula, nei palchi del pubblico, anche Beppe Grillo. Contrari al rinvio, oltre ai pentastellati, si sono detti anche Forza Italia, Fratelli d Italia e Sinistra Italiana. La proposta di rinvio è stata lanciata da Lorenzo Dellai capogruppo di Democrazia solidale – Centro democratico e sostenuta dal Pd. Il capogruppo Ettore Rosato:

“Abbiamo provato a ragionare con il M5s, lo abbiamo fatto con la volontà di arrivare fino in fondo, ma a loro non interessava venire in aula per una legge che mettesse ordine, tagliasse i costi […] Ma poi perché ora in calendario, perché adesso. Adesso in calendario perché la vostra preoccupazione è di poter motivare il no al referendum costituzionale, noi in coerenza con quanto abbiamo detto, noi i parlamentari li vogliamo ridurre, voi volete tagliargli la paga ai senatori, noi li cancelliamo, è una differenza di sostanza”

ha dichiarato in Aula.