Norvegia: dal 2017 previsto dispiegamento truppe Usa. Proteste della Russia

Non era mai accaduto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale: la Norvegia ha dato il suo assenso ad accogliere truppe straniere entro i propri confini nazionali

Non era mai accaduto dalla fine della Seconda Guerra Mondiale: la Norvegia ha dato il suo assenso ad accogliere truppe straniere entro i propri confini nazionali. Dal gennaio 2017, come disposto dal governo di Oslo, 330 marines saranno dislocati nella base di Vaernes, a circa mille di chilometri dal confine con la Federazione russa. Non mancano le proteste nel paese scandinavo, ma la decisione ormai è presa.

Mosca e Washington continuano a fronteggiarsi nell’est Europa, nei Paesi Baltici e in Medio Oriente. Pare di essere tornati in un clima da “Guerra fredda“. Così gli Stati Uniti, pur di contenere le ambizioni del Cremlino, sono pronti ad “accerchiare” il nemico.

Ecco cosa si legge sul sito del ministero della Difesa norvegese circa l’incipiente dispiegamento delle truppe americane:

“Il nostro governo è interessato all’implementazione delle esercitazioni e dei programmi d’addestramento con i suoi alleati, prevede inoltre di avviare una più fitta collaborazione con gli Usa per la formazione militare dei soldati norvegesi”

L’agenzia Reuters scrive che l’opposizione socialista in Norvegia non ha gradito la scelta della premier, Erna Solberg. Per sedare le polemiche, allora, il ministro della difesa, Ine Ireksen Soereide, ha dichiarato che non è prevista una “dislocazione permanente dei soldati americani” e che “non sarà allestita una base Usa”.

La risposta del Cremlino non si è fatta attendere. Agence France-Presse è uscita con un’agenzia poche ore fa, che riporta le dichiarazioni di disappunto russo per la cooperazione tra Oslo e Washington da parte della diplomazia russa. Il ministro degli Esteri, Sergey Lavrov, ha detto a riguardo: “genera preoccupazione l’avvicinamento delle infrastrutture militari ai nostri confini”. E il portavoce dell’ambasciata russa a Oslo, Maxim Gurov, ha aggiunto: “certamente (la scelta dell’esecutivo di Oslo ndr.) non migliorerà la situazione della sicurezza nel Nord Europa”.

Ricordiamo che il 14 ottobre scorso la Nato ha già annunciato una intensificazione della sua presenza in Lettonia, con il dichiarato intento di fermare la minaccia russa. A prendere parte alla missione anche l’Italia, che invierà 140 soldati.