Ceta: salta accordo di libero scambio Canada-Ue. Il Belgio: “non possiamo firmare”

Quello che è accaduto con il Ceta potrebbe ripetersi con il ben più ambizioso Ttip. Preoccupazione a Bruxelles

A sorpresa, ieri 24 ottobre, il Belgio ha rifiutato di ratificare l’accordo di libero scambio europeo con il Canada. Dopo che la regione della Vallonia si è rifiutata di dare il suo assenso, il primo ministro, Charles Michel, è stato costretto a non firmare il trattato. Così Donald Tusk, presidente del Consiglio Ue, non senza imbarazzo, ha annunciato che il vertice euro-canadese di giovedì è saltato.

La Costituzione belga prevede che quando si ratifica un patto internazionale tutte le regioni devono dare il loro benestare. La Vallonia si è mostrata subito contraria al Ceta (Comprehensive Economic and Trade Agreement), mostrando forti perplessità sulla corte arbitrale che avrebbe dovuto pronunciarsi sulle controversie tra governi delle nazioni e imprese. Secondo il testo dell’accordo, infatti, i magistrati vengono scelti dagli Stati. Tale clausola, per un trattato commerciale, è abbastanza inusuale: generalmente sono i privati ad occuparsi delle nomine.

Il presidente della Vallonia, Paul Magnette, ha vinto la sua battaglia. Già nei giorni scorsi aveva escluso con decisione un “sì” alla firma del trattato. Dietro la sua posizione, non ci sono solo motivazioni di ordine giuridico-costituzionale. Innanzitutto, i valloni sono scettici rispetto a una possibile “dominazione” delle multinazionali canadesi. E, in seconda battuta, ci sono anche ragioni di politica interna.

La Vallonia è governata dai socialisti (Ps). Questi hanno scelto di cavalcare un tema molto sentito dall’opnione pubblica per mettere in difficoltà il governo conservatore e per riguadagnare consensi a sinistra.

Intanto a Bruxelles la preoccupazione è palpabile. Quello che è accaduto con il Ceta potrebbe ripetersi con il ben più ambizioso Ttip (Transatlantic Trade and Investment Partnership) tra Usa e Ue, e potrebbe anche influenzare le trattative sulla Brexit.

A questo punto la Commissione europea dovrà probabilmente rinviare la ratifica del Ceta alla fine dell’anno, cercando di correggere quelli che sono gli aspetti più problematici che lo riguardano.

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