Iraq, continua l’offensiva a Mosul: 4000 sfollati

Continua l’offensiva in Iraq per strappare Mosul all’Isis.

Continua l’offensiva dell’esercito iracheno e dei curdi peshmerga curdi sulla città di Mosul, roccaforte dell’Isis in Iraq: nonostante le pressioni della Turchia per un ruolo nel conflitto, e quindi nella spartizione della torta finale, nel corso del recente incontro con il ministro della Difesa statunitense Ashton Carter a Bagdad il premier iracheno Haider al-Abadi ha ribadito l’ostilità del suo governo a un intervento turco a Mosul.

“La battaglia per Mosul è una battaglia irachena. Condotta dagli iracheni, pianificata dagli iracheni e combattuta dagli iracheni. Sappiamo che i turchi vogliono prendervi parte ma gli diciamo: ‘Grazie, ma è una cosa che gestiranno gli iracheni che libereranno da soli Mosul e le aree circostanti'”

ha detto Abadi.

Allo stesso modo, ma per ragioni diverse, anche le forze curde-irachene hanno dichiarato di non avere mai chiesto all’esercito turco il supporto dell’artiglieria per sostenere l’offensiva contro i miliziani dello Stato islamico a Bashiqa, località a nord-est di Mosul. Una precisazione rivelatasi necessaria dopo che il premier turco Binali Yildirim, citato dai media nazionali, aveva detto che i peshmerga avevano chiesto l’aiuto di artiglieria e carri armati turchi.

Sono già 3.802 i civili sfollati dall’inizio dell’offensiva lanciata dalle forze irachene per liberare Mosul, ma le Nazioni Unite hanno allestito campi per accogliere centinaia di migliaia di persone. Le famiglie dei rifugiati dalle zone liberate vengono trasferite nei campi allestiti dal ministero dell’Interno iracheno: solo ieri sono stati evacuati 452 sfollati dai fronti di Bashiqa, a est di Mosul, e al Qayyarah, a sud.

“C’erano molti scontri, tutti i giorni […] Ci usavano come scudi umani. Una situazione tragica, non potete nemmeno immaginare. La gente che vedete qui è sfinita”
è il racconto di un giovane ragazzo. “Siamo qui da 10 giorni” ricorda un anziano. “Siamo fuggiti ai colpi di mortaio che ci piovevano addosso. I combattimenti erano continui, giorno e notte. Eravamo terrorizzati”.

Secondo i numeri forniti dal comando militare della coalizione sarebbero oltre 770 i guerriglieri islamisti uccisi dall’inizio dell’offensiva e la coalizione internazionale a guida statunitense ha effettuato in una settimana un numero senza precedenti di raid aerei: 32 dal 17 al 23 ottobre, come ha precisato il portavoce della coalizione, il colonnello John Dorrian, che hanno distrutto 26 autobomba, 136 posizioni trincerate e 18 tunnel utilizzati dai miliziani di al Baghdadi per nascondersi e infiltrarsi oltre le linee.