Siria: riprendono combattimenti ad Aleppo. Il Pentagono apre a Mosca

Dopo la fine della tregua, riprendono i combattimenti ad Aleppo. Cosa sta accadendo in Siria nelle ultime ore?

Dopo la fine della tregua di undici ore, ad Aleppo sono ripresi duri scontri tra il regime di Damasco e i ribelli. A dare la notizia è stato l’Osservatorio siriano per i diritti umani. I combattimenti hanno avuto luogo sia nella zona occidentale della città, controllata dall’esercito di Bashar al Assad, sia nella parte orientale, dove sono presenti le milizie di opposizione. Tuttavia, nonostante la situazione rimanga molto tesa, il Pentagono ha deciso di dare un segnale di apertura alla Russia proprio nelle ultime ore.

Siamo ancora lontani da una risoluzione della questione siriana, mentre nella giornata di ieri Save The Children ha lanciato l’ennesimo allarme per quanto concerne Aleppo. L’organizzazione che si occupa di diritti dei minori ha ribadito che la campagna aerea di Moca e Damasco ha provocato la morte di almeno 136 bambini e ha causato il ferimento di altri 397 in un solo mese. Nelle operazioni belliche sarebbero state usate bombe a grappolo.

Intanto, se i raid di Putin e Assad riprendessero con l’intensità dell’ultimo periodo, i soccorsi attivati nelle ultime ore potrebbero rivelarsi inconsistenti. Ad Aleppo la catastrofe umanitaria è sempre dietro l’angolo.

Gli Stati Uniti hanno scelto di proporre una timida apertura al Cremlino. Washington non è tornata sul tema degli accordi di Ginevra di settembre, che, secondo Putin, Obama avrebbe tradito, né ha proposto nuove soluzioni contro i jihadisti (legati ad Al Qaida) presenti tra le fila dei ribelli. Ha evidenziato, però, il ruolo di primaria importanza della Russia nel conflitto.

Il segretario di Stato, Ashton Carter, in conferenza stampa da Baghdad, ha dichiarato: “Lavoriamo in modo molto professionale, conciliamo le questioni controverse che vengono fuori durante le nostre operazioni aeree. E la Russia in questo ambito si comporta in modo molto professionale”. Il politico statunitense ha anche precisato che la Casa Bianca mantiene “la porta aperta” sulla Siria a Putin.

Il segnale del responsabile alla Difesa non era affatto scontato. Ricordiamo che sia Carter sia il capo della Cia, John Brennan, avevano espresso molte perplessità un mese e mezzo fa circa la scelta del segretario di Stato americano, John Kerry, di trattare con il suo omologo russo Serghei Lavrov.