Siria: parte la tregua ad Aleppo. Mosca: “terroristi hanno sparato sul corridoio umanitario”

Partita questa mattina la tregua ad Aleppo est. Il cessate il fuoco dovrebbe durare undici ore

Questa mattina, alle 8 (le sette ora italiana), è incominciata la tregua ad Aleppo est, nel nord della Siria. Il cessate il fuoco era stato proclamato nei giorni scorsi da Mosca e da Damasco. Le ostilità dovrebbero cessare fino alle 19 di questa sera, ma già rischia di saltare tutto. Secondo fonti russe, i ribelli avrebbero fatto ricorso all’uso delle armi.

A dare la notizia dell’inizio della tregua è stata l’agenzia ufficiale siriana Sana, che ha riportato un comunicato dello Stato maggiore della difesa. Le autorità di Damasco hanno fatto sapere che durante le undici ore di cessate il fuoco le agenzie delle Nazioni Unite e la Mezzaluna rossa potranno favorire l’uscita dalla città di malati e dei feriti. Inoltre, i ribelli legati allo jihadismo di Al Qaida avranno facoltà di posare le armi e di lasciare i quartieri orientali di Aleppo.

Ma la tregua sembra non reggere. L’agenzia russa Ria Novosti afferma che dei “terroristi”, con mortai e armi portatili, avrebbero aperto il fuco sul corridoio umanitario. Ovviamente, la notizia è da verificare, ma lascia intendere che la situazione è molto tesa; tanto da portare ad una risposta da parte del Cremlino molto pesante.

Sempre secondo fonti russe, sei proiettili sono deflagrati a Bustan al Qasr e qualcuno ha sparato su un posto di controllo “da una distanza di 650 piedi”.

A complicare la situazione c’è stata anche l’azione bellica disposta da Ankara. Alle prime luci dell’alba l’aviazione turca ha colpito obiettivi delle milizie curde siriane, a Nord della di Aleppo. Nei raid, sarebbero morti circa 200 miliziani curdi. Tale azione non favorisce un clima disteso con Washington, visto che i miliziani dell’Ypg sono considerati alleati chiave per battere lo Stato Islamico.

Intanto, da Berlino, dove è incorso il vertice Russia-Germania-Francia-Ucraina, non arrivano buone notizie. Francois Hollande e Angela Merkel hanno attaccato apertamente Putin, segno che per la questione siriana è ancora lontana una soluzione. La cancelliera ha definito i bombardamenti russi e siriani “inumani”. E l’inquilino dell’Eliseo ha parlato, senza tanti giri di parole, “di crimini di guerra”.