Obama difende le sue scelte su Cuba. Nuovo allentamento delle restrizioni

Obama promuove una direttiva presidenziale su Cuba, che non ha bisogno dell’approvazione del Congresso

Nella giornata di ieri, 14 ottobre, Barack Obama ha scelto di mettere in campo una nuova serie di azioni esecutive per allentare ulteriormente le restrizioni commerciali, finanziarie e nei viaggi tra Stati Uniti e Cuba. A renderlo noto, è stato un comunicato ufficiale della Casa Bianca, che pur rimarcando le grandi distanze tra il regime vigente nell’isola caraibica e l’America, ha specificato che è ormai arrivato il momento di fare uno sforzo per collaborare in nome dei rispettivi interessi.

“Rimangono delle sfide, e tra i nostri governi persistono differenze molto marcate sul tema della democrazia e dei diritti umani, ma credo che l’impegno sia la maniera migliore per risolvere queste differenze e fare progressi in nome dei nostri interessi e dei nostri valori”, ha detto ieri Obama. Il presidente ha anche aggiunto che l’apertura nei confronti di Cuba è “irreversibile“.

La normalizzazione dei rapporti è iniziata ufficialmente il 17 dicembre 2014. Ma ora il presidente tenta di dare un seguito concreto agli impegni presi, prima di lasciare la Casa Bianca il prossimo anno. L’obiettivo è quello di promuovere un maggiore scambio con il governo de L’Avana. Chiarendo i poteri e le responsabilità di ogni agenzia governativa, Obama ha elaborato una sorta di “manuale” che stabilisce maggiore libertà di circolazione delle persone e delle merci con Cuba, connettendo questa esigenza con le riforme economiche che Raul Castro dovrebbe sviluppare.

Quella di Obama è una direttiva presidenziale, non ha bisogno dell’approvazione del Congresso, che in questo momento è bloccato dalla maggioranza repubblicana al Senato. In un certo senso, l’inquilino della Casa Bianca ha suggerito una tabella di marcia per il futuro presidente americano, che si augura sia Hillary Clinton.

La direttiva presidenziale, ricorda il quotidiano spagnolo El Pais, arriva in un momento caldo. Presto il Senato dovrà ratificare la nomina del primo ambasciatore a Cuba in mezzo secolo, Jeffrey DeLaurentis.

Se fosse eletto Donald Trump presidente, come lui stesso ha annunciato, invertirà la politica obamiana nei riguardi di Cuba. Tuttavia, non è così facile revocare una direttiva presidenziale, è un processo lungo e complicato. Ci vorrà del tempo, eventualmente, al candidato del partito dell’elefantino per vanificare gli sforzi fatti dalla precedente amministrazione.