Gran Bretagna, i ricorsi contro la Brexit all’Alta Corte di Londra

Brexit potrebbe subire una battuta d’arresto per il ricorso di alcuni cittadini all’Alta Corte di Londra.

Il processo della Brexit, l’uscita dall’Unione europea votata a maggioranza in un referendum poche settimane fa dai cittadini britannici, approda all’Alta Corte di Londra, l’equivalente di una Corte Suprema, che dovrà valutare il ricorso presentato da alcuni cittadini britannici riunitisi in una sorta di class action contro i negoziati avviati dal governo per passare ai fatti concreti senza passaggi preliminari in Parlamento.

Se la richiesta sarà accolta, la Brexit potrebbe subire una drammatica battuta d’arresto all’insegna di un confronto senza precedenti tra governo e sistema giudiziario, con mesi di dibattito in Parlamento, dove la maggioranza dei deputati aveva difeso la permanenza del Regno Unito nell’Unione europea. Un processo che secondo il Financial Times sarà molto costoso: il quotidiano stima che tra pensioni, contratti pluriennali,e altri esborsi finanziari e altri impegni di bilancio che vanno indietro di decenni, i costi si aggireranno intorno ai 20 miliardi di euro.

Sono diversi i cittadini che hanno dato via ad azioni legali e tra questi, intervistato da Askanews, c’è anche un barbiere di 37 anni e la co-fondatrice del fondo di investimento SCM Gina Miller.

“È il Parlamento che ci ha portato nell’Unione europea e solo lui può farci uscire”

ha dichiarato uno dei legali anti Brexit. Il procedimento all’Alta corte di Londra dovrebbe durare tre giorni, ma la decisione dei giudici non è prevista prima di alcune settimane.

La premier Theresa May vuole fare scattare l’articolo 50 dei Trattati di Lisbona a marzo dell’anno prossimo, senza chiedere al Parlamento di esprimersi con un voto.

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