Siria, Onu: veti sulle bozze di Russia e Francia

Dalla riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza Onu non emergono soluzioni sulla Siria. Aleppo si rischia una tragedia umanitaria

L’effetto dei veti incrociati sulle bozze di risoluzione Onu sulla Siria, presentate ieri dalla Francia e dalla Russia, potrebbe essere disastroso. Non solo perché a livello diplomatico le divisioni fra i vari attori coinvolti nel conflitto appaiono sempre più profonde, ma soprattutto perché ad Aleppo si rischia una tragedia umanitaria. Ricordiamo che nella città settentrionale dello Stato mediorientale restano “rinchiuse” 250 mila persone, tra cui 100 mila bambini.

Mosca, dopo aver convocato una riunione d’emergenza del Consiglio di sicurezza Onu, ha deciso di mettere il veto sulla bozza francese, condivisa da 40 nazioni (tra cui l’Italia). Nel testo, si chiedeva l’immediato ripristino del cessate il fuoco e lo stop ai raid aerei su Aleppo. Inoltre, si chiedeva a tutte le parti in causa di distribuire aiuti umanitari nelle zone di conflitto del Paese. La risoluzione ha riscosso 11 voti a favore, 2 contrari (incluso il veto della Russia), e 2 astensioni (tra cui la Cina).

Il rappresentane alle Nazioni Unite, Vitaly Churkin, ha spiegato che il documento conteneva elementi considerati “nocivi”. Dal 2011, anno in cui è deflagrata la guerra civile, è la quarta volta che Vladimir Putin sceglie di mettere il veto su una risoluzione inerente alla Siria.

Per parte sua, il Cremlino ha presentato una contro-proposta, anch’essa bocciata. Il documento chiedeva di ristabilire il cessate il fuoco in base agli accordi stipulati tra il segretario di Stato americano, John Kerry, e il suo omologo russo, Sergey Lavrov, il 9 settembre a Ginevra. Tuttavia, la risoluzione russa non faceva riferimento alla creazione di una no-fly zone, che gli americani hanno più volte reclamato.

Mosca ha anche chiesto che fosse dato rilievo alla recente proposta dell’inviato speciale Onu per la Siria, Staffan de Mistura, che si è offerto di fare da “scudo umano” per favorire l’abbandono di Aleppo da parte dei miliziani al-Nusra (legati ad Al-Qaida). Secondo il diplomatico sevedese, una volta usciti dalla città i jihadisti avrebbero dovuto dirigersi nella provincia di Idlib.

Segnaliamo che da quando la tregua è stata revocata, lo scorso 19 settembre, circa 497 civili hanno perso la vita ad Aleppo, tra cui 90 bambini e 40 donne. E, dati dell’ Osservatorio siriano per i diritti umani, risultano esserci 1.200 feriti.