Brexit, Merkel ammonisce Londra: “libera circolazione dei cittadini Ue non è in discussione”

Angela Merkel avverte il governo di Theresa May che i negoziati sulla Brexit non saranno facili

Dopo il referendum sulla Brexit, in cui la maggioranza dei cittadini inglesi hanno espresso la loro volontà di lasciare l’Unione Europea, Angela Merkel, a differenza di Bruxelles, aveva scelto un tono conciliante con Londra. Ma ora la sua pazienza sembra essersi esaurita. Le recenti dichiarazioni della premier Theresa May, che ha promesso che il negoziato avrà inizio entro il prossimo marzo, non bastano alla cancelliera tedesca, che ieri ha parlato di colloqui “non facili” con il Regno Unito. Ed ha avvertito il governo dei Tories che “l’accesso al mercato Ue è connesso alla libera circolazione dei cittadini europei nel territorio britannico”.

Con queste dichiarazioni, Merkel ha risposto ad Amber Rudd, ministro dell’Interno britannico. Quest’ultima, qualche giorno fa, ha dichiarato che “le imprese inglesi saranno costrette a rendere noto quanti stranieri hanno in organico”. Una misura decisamente dal sapore razzista, che ha fatto innervosire la cancelliera.

A Berlino, davanti ad una platea di imprenditori tedeschi, Merkel ha detto chiaramente come la pensa sul tema dell’accesso al mercato continentale del Regno Unito:

“Se noi non rimarcheremo che il pieno accesso al mercato interno è legato alla piena accettazione delle quattro libertà fondamentali europee, tra cui la libera circolazione dei cittadini (oltre a quella di capitale, delle merci e dei servizi, ndr), allora in Europa inzierà un processo per cui ogni Paese proverà a fare ciò che vuole: tutti gli Stati porrebbero condizioni sulla libera circolazione con altri Paesi”

Merkel aveva già espresso un’idea simile al Bundestag. “Chi vuole lasciare la famiglia europea non può aspettarsi di perdere tutti gli obblighi e di mantenere tutti i privilegi”, aveva detto lo scorso giugno, pochi giorni dopo il referendum sulla Brexit, in cui l’opzione dell’uscita dall’Unione era riuscita a prevalere con il 51,9% dei voti. Tuttavia, ora il disagio di Berlino sta crescendo, anche alla luce del fatto che Londra continua a promettere un negoziato in cui non si pagherà nessuno scotto.

A testimonianza del mutato clima tra Berlino e Londra, due settimane fa, Wolfgang Schauble ha fatto ricorso all’ironia per mostrare il proprio disappunto verso le varie dichiarazioni che giungevano dagli esponenti del del gabinetto inglese. A chi metteva in dubbio una connessione tra la libera circolazione e l’accesso al mercato unico, il ministro delle Finanze tedesco ha replicato: “se hanno bisogno di chiarimenti, posso illuminarli io con il mio buon inglese”.

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