Israele e Cisgiordania: prima visita della Corte penale internazionale dopo “Margine Protettivo”

La Cpi in visita in Israele e Cisgiordania. La missione è legata a presunti crimini di guerra commessi durante l’invasione di Gaza del 2014

Nella giornata di ieri, 5 ottobre 2016, una delegazione della Corte penale internazionale ha visitato Israele e Cisgiordania. La missione, così piega il sito internet del tribunale, è legata a presunti crimini di guerra commessi durante l’invasione di Gaza del 2014, decisa dal governo di Tel Aviv.

Lo scopo del viaggio non è quello di raccogliere prove utili all’iter processuale. Come ha spiegato Fatou Bensouda (nella foto), procuratrice capo della Corte, l’obiettivo principale del suo tour, che ha fatto tappa a Tel Aviv, Gerusalemme e Ramallah, “è quello di promuovere attività di sensibilizzazione e di educazione al fine di aumentare la consapevolezza circa il lavoro del tribunale”.

Il governo israeliano , presieduto da Benjamin Netanyahu, si era opposto a collaborare con l’Aja fino allo scorso luglio. Tuttavia, ad aprile aveva scelto di aprire un canale di dialogo con la Corte, nell’ambito del quale era contemplata una missione, che è stata poi ufficialmente richiesta un mese fa.

L’accusa mantiene il suo proposito di aprire un’inchiesta sul conflitto di Gaza, in cui persero la vita 2.200 palestinesi e 73 israeliani (tra cui 67 soldati). Circa due terzi delle vittime dell’operazione Margine Protettivo, secondo i dati delle organizzazioni internazionali, furono civili. Israele, che si è sempre rifiutata di ratificare il trattato che regola le relazioni con il tribunale con sede a L’Aja, rifiuta che la Palestina possa essere considerato uno Stato firmatario.

Ricordiamo che l’Autorità Nazionale Palestinese ha aderito il 1° aprile 2015 alla Corte, e due mesi dopo ha presentato un’accusa contro Israele per “crimini di guerra e crimini contro l’umanità”. In quell’occasione, il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, accolse favorevolmente l’adesione. Tel Aviv, invece, per ritorsione, minacciò di congelare il trasferimento di 100 milioni dazi doganali all’Anp.

Quello che è certo è che le procedure della Corte sono molto tortuose, ci vorranno anni prima che si giunga a delle sentenze su quanto accaduto a Gaza. Intanto, proprio ieri, aerei da guerra israeliani hanno bombardato le posizioni di Hamas a Gaza. L’operazione sarebbe una rappresaglia per il lancio di un razzo, caduto nei pressi della città di Sderot, che non ha provocato morti.