Brexit, May: “Il Regno Unito attiverà la procedura di uscita dalla Ue entro marzo 2017”

La premier inglese, Theresa May, ha reso noto che inizierà a trattare con Bruxelles entro marzo. Il negoziato dovrebbe protrarsi fino al 2019

Il Regno Unito attiverà, “entro marzo 2017”, l’articolo 50 del Trattato di Lisbona. In altre parole, Londra darà avvio alla procedura di uscita dall’Unione Europea, così come deciso dall’esito del referendum sulla Brexit. A confermarlo è stata la premier inglese, Theresa May, nel corso del talk show di Andy Marr, in onda sulla Bbc.

L’annuncio del Primo Ministro, da poco subentrato a David Cameron, è arrivato nella giornata di apertura della conferenza annuale del Partito Conservatore a Birmingham. Ai suoi colleghi di partito, May ha detto che ha intenzione di disegnare una nuova strategia di Paese, pronto ad essere un “potere globale”, sovrano e indipendente.

Le sue esternazioni sono state accolte dai Tories con una serie di lunghi applausi. Dopo le tante divisioni sulla Brexit, ora i conservatori non hanno altra scelta se non quella di stringersi intorno al nuovo leader. E, d’altro canto, l’iter di uscita dalla Ue non si poteva procrastinare oltre, anche alla luce delle tante pressioni provenienti da Bruxelles.

Ora, però, May non potrà permettersi di giungere impreparata al prossimo marzo. Inoltre, sa perfettamente che non le converrà forzare i tempi: l’amministrazione pubblica britannica non ha ancora le risorse economiche per pianificare l’uscita. Dunque, è molto probabile che la premier voglia trattare per due anni, arrivando al 2019.

La stampa britannica suggerisce che May punterà ad un compromesso con la Ue che contempli piena libertà di commercio insieme ad una solida autonomia legislativa sul tema dell’immigrazione. Su quest’ultimo punto, la premier ha voluto essere abbastanza precisa. Alla Bbc, ha dichiarato che sta facendo le sue valutazioni sui “permessi di lavoro” per stranieri. Nello specifico ha detto:

“Stiamo pensando a come introdurre i controlli che gli elettori hanno indicato di volere. Ma anche, in continuità con il nostro tradizionale approccio all’immigrazione, vogliamo assicurarci che i migliori talenti possano venire nel Regno Unito”

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