Afghanistan, accuse all’esercito americano: “gli Usa hanno ucciso 8 poliziotti”

Dopo l’ “errore” in Siria, otto soldati sono stati uccisi da fuoco amico in Afghanistan

Secondo l’agenzia Afp, almeno 8 poliziotti afghani sono stati uccisi “per errore” in due raid aerei statunitensi. I fatti si sono svolti domenica, nella provincia meridionale di Uruzgan, teatro di scontri tra forze regolari e talebani.

Il comandante della polizia stradale di Uruzgan, Rahimullah Khan, ha così commentato nella giornata di lunedì gli effetti dei bombardamenti: “un primo attacco ha ucciso un poliziotto. Quando la polizia è andato in suo aiuto, siamo stati attaccati per la seconda volta, e altre sette agenti hanno perso la vita”.

L’esercito americano ha teso subito a ridimensionare l’accaduto, affermando che le operazioni sono state subito fermate. Tuttavia, il generale Charles Cleveland ha dovuto confermare che sono stati colpiti “degli individui che sparavano e che si supponevano essere una minaccia” per le forze di sicurezza afghane.

L’incidente ha avuto luogo il giorno dopo l’ “errore” americano in Siria, nel quale l’aviazione ha centrato una base governativa vicino a Dayr az Zoil, che ha causato più di 60 morti. Washington ha dovuto presentare le scuse, attraverso il governo di Mosca, al regime di Bashar al-Assad.

Ora ci si attende un chiarimento si quanto avvenuto. Dobbiamo, però, rilevare che siamo di fronte al primo caso di soldati appartenenti all’esercito di Kabul uccisi da fuoco amico da quando Barack Obama ha deciso un cambio di strategia in Afghanistan. Ricordiamo che il presidente americano, lo scorso giugno, ha dato il suo assenso all’aumento dei bombardamenti contro i ribelli.

Le vittime civili e militari, provocate dal fuoco della coalizione guidata dagli Stati Uniti, hanno già causato pesanti frizioni tra il governo di Kabul e quello di Washington. A tale riguardo, rammentiamo che nel mese di luglio 2015 gli americani hanno ucciso 10 soldati afghani in un bombardamento. E, nel mese di ottobre, “per errore”, hanno attaccato un ospedale di Medici senza frontiere in Afghanistan, causando 42 morti.