Regno Unito: il governo finanzia un muro anti-migranti a Calais

Il muro costerà 2,7 milioni. Amnesty: “è un favore ai contrabbandieri e aumenta i rischi per i migranti”

Il campo per rifugiati di Calais è un buco nero nel cuore dell’Europa. Qui migliaia di persone vivono in condizioni di indigenza, senza le tutele igenico sanitarie essenziali e in passato si sono registrate violazioni dei diritti umani e abusi su donne e minori. La priorità del governo di Londra, però, rimane sempre la stessa: impedire che i migranti attraversino la Manica. Per questa ragione, il Regno Unito ha deciso di finanziare un muro anti-migranti.

L’esecutivo britannico, presieduto dalla neo premier Theresa May, ha fatto sapere che la costruzione della barriera in cemento armato incomincerà questo mese e dovrebbe concludersi entro la fine del 2016. Robert Goodwill, sottosegretario all’immigrazione, ha dichiarato trionfalmente: ” abbiamo già eretto il recinto, adesso costruiamo il muro”.

Il “mostro” di cemento sarà altro quattro metri e lungo circa un chilometro, si estenderà dall’autostrada che passa nei pressi del campo fino al porto. La superficie liscia del muro renderà impossibile arrampicarsi. Inoltre sarà dotato di un efficiente sistema di videocamere di sorveglianza. Il costo totale dell’opera sarà di 2,7 milioni di euro.

Londra non vuol farsi carico dei migranti che, non avendo nessun futuro davanti, cercano continuamente di salire a bordo dei camion diretti in Gran Bretagna o di prendere dei treni che attraversano l’Eurotunnel. Così Downing Street ha incrementato lo spiegamento di forze di polizia sul territorio francese e recintato di filo spinato “la Giungla” (così viene definito il campo). Ma tali misure, evidentemente, si sono dimostrate insufficienti. Ed ecco allora che si è deciso di passare alla barriera.

Goodwill ha precisato che, in totale, l’implementazione delle misure di “sicurezza” per fermare il flusso costerà circa 17 milioni di sterline (20 milioni di euro). Cifra, questa, concordata con il governo di Parigi nel marzo scorso.

Circa 10 mila persone sono rinchiuse a Calais. E quest’anno, secondo l’organizzazione umanitaria Auberge des Migrants, 11 migranti hanno perso la vita nel tentativo di abbandonare il campo. Amnesty International, per parte sua, ha aspramente criticato la scelta franco-britannica: “il muro farà un favore ai contrabbandieri e la gente correrà rischi ancora più grossi per attraversare il canale”.