Comune di Palermo: il buon governo del Pdl produce centinaia di milioni di debiti

Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata è stato rieletto nel 2007 con il 53,5% dei voti e guida l’Amministrazione comunale ormai da 7 anni. Non potrà quindi attribuire ad altri la responsabilità del fatto che la città che lui dovrebbe governare sembra navigare in pessime acque, con un bilancio con più buchi di una gruviera.

Il sindaco di Palermo, Diego Cammarata è stato rieletto nel 2007 con il 53,5% dei voti e guida l’Amministrazione comunale ormai da 7 anni. Non potrà quindi attribuire ad altri la responsabilità del fatto che la città che lui dovrebbe governare sembra navigare in pessime acque, con un bilancio con più buchi di una gruviera. Berlusconi ha cercato di dare una mano al bravo sindaco regalandogli 80 milioni di euro attraverso il decreto milleproroghe (ma questo lo avevamo già detto).

Oggi, Gian Antonio Stella sul Corriere, traccia un quadro assolutamente catastrofico della situazione palermitana: Il Comune di Palermo dovrebbe essere immediatamente commissariato. Già quello di Catania non era un bell’esempio, ma questo è più grave: Cammarata guida il Comune da più di sette anni, quindi non ha la scusante d’essersi ritrovato buchi di bilancio delle amministrazioni precedenti, ha insistito col Corriere del Veneto il sindaco di Verona Flavio Tosi.

I dati riportati da Stella sono come sempre precisi e disarmanti: “su 866 milioni l’anno di spese correnti, il Municipio di Palermo ne scuce 623 (il 72%) per pagare 21.895 dipendenti. Ottomila più di dieci anni fa. Un po’ diretti, un po’ precari stabilizzati nelle aziende partecipate. Media: un dipendente comunale ogni 30 abitanti. Un carico insostenibile. E ogni giorno più gravoso. Basti dire che alla catastrofica azienda della nettezza urbana, quell’Amia appena salvata dal governo Berlusconi col regalo di 80 milioni di euro nel decreto «milleproroghe» che ha tolto il sonno a tanti sindaci leghisti, c’era fino a poco fa un accordo: un padre poteva lasciare il posto di lavoro al figlio.
Col risultato, accusa Maurizio Pellegrino, un consigliere dell’opposizione autore di un esposto micidiale alla Corte dei Conti, «che nel 2008, nonostante il bilancio disastroso e il forte esubero di personale, sono state fatte oltre 400 assunzioni. E che prima d’andarsene, a dicembre, il vecchio Cda ha assorbito altri 80 lavoratori di una ditta privata». Indispensabili? Risponde una tabella che confronta i dati della nettezza urbana di Palermo, Genova e Torino: con la metà degli abitanti, il capoluogo siciliano ha circa mezzo migliaio di dipendenti in più di quello piemontese. Uno ogni 259 abitanti sotto il monte Pellegrino, uno ogni 577 sotto la Mole Antonelliana. Totale dei rifiuti raccolti in un anno per dipendente: 164 tonnellate a Palermo, 220 a Genova, 491 a Torino. Per non dire della raccolta differenziata: 21 chili l’anno per abitante a Palermo, 74 a Genova, 236 a Torino”.

Tutto questo potrebbe cambiare o migliorare quando entrerà in vigore il federalismo fiscale che, come ricorderete, dovrebbe portare ad una migliore amministrazione con una spesa molto minore di quella attuale. Ma “potrà il federalismo, se passerà davvero mettere ordine in questo caos? Eccolo, il dubbio che turba, nel profondo Nord, la destra trionfante. Anche perché Dio sa quanto sarebbe necessaria, di questi tempi, una svolta virtuosa. Diranno: ma le cose vanno già meglio. Mica tanto: basti dire che, col bisogno che ha di denaro, Palermo incassa oggi dai suoi cittadini ancora meno di ieri. Sapete in quanti pagavano la Tarsu tre anni fa? Il 32%. E oggi? Due punti in meno: poco più del 29. Per non dire dei soldi incassati con la Tosap per l’occupazione temporanea di suolo pubblico: 16,2% del dovuto. O con l’imposta comunale sulla pubblicità: 10,9%”.

Chissà se Cammarata è iscritto ai Circoli del Buongoverno…