Chi è Gaspare Spatuzza, l’uomo che accusa Berlusconi e Schifani

Il nome Gaspare Spatuzza lo sentiremo nominare ancora parecchio in questi giorni: pentito di Cosa Nostra, verrà ascoltato il 4 dicembre in Procura a Firenze. E con le sue dichiarazioni sulla stagione stragista di Cosa Nostra potrebbe far tremare parecchi nomi importanti, due su tutti, Silvio Berlusconi, e Renato Schifani. Le oltre duemila pagine di


Il nome Gaspare Spatuzza lo sentiremo nominare ancora parecchio in questi giorni: pentito di Cosa Nostra, verrà ascoltato il 4 dicembre in Procura a Firenze. E con le sue dichiarazioni sulla stagione stragista di Cosa Nostra potrebbe far tremare parecchi nomi importanti, due su tutti, Silvio Berlusconi, e Renato Schifani. Le oltre duemila pagine di verbali giunte alla procura di Firenze raccontano di legami tra la Cupola e personaggi, al tempo dell’imprenditoria ma con un piede già verso la politica – come il Cavaliere – e altri che erano magari solo avvocati con clienti dalla dubbia etica – ma fin lì, nulla di strano: gli avvocati esistono anche per questo.

E’ sempre Spatuzza che, dopo avere indicato Berlusconi e Dell’Utri come i “referenti” di Cosa nostra e possibili mandanti delle stragi del ’93, a ricordare adesso anche di quell’avvocato che nei primi anni ’90 avrebbe visto più volte incontrare il boss di Brancaccio Filippo Graviano nei capannoni di una azienda di cucine componibili, la Valtrans. Quell’avvocato, allora difensore dell’imprenditore, Pippo Cosenza, è l’attuale presidente del Senato, Renato Schifani

Una ombra bella grossa su Schifani: che ha annunciato querele assortite. Non ha mai difeso i Graviano, né li avrebbe incontrati: va detto però, che tra i suoi compagni del PdL siculo, non è che la lotta alla mafia sia il primo ordine del giorno da discutere, vedi il caso di Totò Cuffaro, uno che delle frequentazioni mafiose, per quali fu anche condannato, ha fatto quasi una vanteria. Schifani non ci sta

Sono indignato e addolorato. Ho sempre fatto della lotta alla mafia e della difesa della legalità i valori fondanti della mia vita e della mia professione. I valori di un uomo onesto”. Maurizio Gasparri, presidente dei senatori del Pdl, parla di “un’ulteriore tappa del cammino turpe dell’uso politico dei pentiti”

Per approfondire la vicenda e i le dichiarazioni di Gaspare Spatuzza, vi consiglio questo articolo di Repubblica. C’è di mezzo la strategia stragista di Cosa Nostra di inizio anni novanta – 1992 e 1993 – quando per mostrare allo Stato che, insomma, alcune cose ai mafiosi non andavano bene, si piazzavano bombe varie. Nel virgolettato il racconto del pentito detto U Tignusu:

“Noi di Brancaccio siamo attivi prima di Capaci, quando siamo andati a prelevare l’esplosivo a Porticello e stavamo rientrando a Palermo c’è stato un problema di posto di blocco dei carabinieri. Questo evento avviene prima di Capaci. Ora se noi di Brancaccio già siamo attivi per via D’Amelio, significa che era già tutto in programma. I due magistrati sono stati sotterrati per una questione di carceri. Se rimanevano vivi quei due magistrati, altro che 41bis”. E un altro pentito, sempre della cosca di Brancaccio, conferma le accuse rivolte da Spatuzza a Berlusconi e Marcello Dell’Utri. E’ Giovanni Ciaramitaro: “Come politico dietro agli attentati del ’93 mi indicavano sempre Berlusconi. Il politico era colui che aveva indicato anche i monumenti da colpire perché i fratelli Graviano, essendo palermitani, non li potevano conoscere”

Se volete saperne di più su Spatuzza, vi consiglio anche un paio di link su Antimafia Duemila: qui su come Spatuzza iniziò a collaborare, e qui dove si spiega perché sia un pentito attendibile.

Foto | Flickr

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