Siria: Turchia bombarda i curdi dell’Ypg

Ankara bombarda i curdi per aprire la strada all’Esercito siriano libero

Secondo quanto riportato dal quotidiano turco Hurriyet, l’artiglieria di Ankara ha bombardato, in Siria, postazioni dell’Isis al confine e i miliziani curdi, che sono alleati degli Stati Uniti. Il giornale ha evidenziato che è stata presa di mira in particolare la zona a nord della città di Manbji, che recentemente i curdi hanno strappato ai combattenti del “Califfato nero”.

L’agenzia stampa Anadolu ha aggiunto che la Turchia ha implementato le misure di sicurezza al confine, nei pressi della città siriana di Jarablus. Sarebbero stati dispiegati uomini e carri armati. Questa notizia, al momento, non trova conferma presso il governo di Ankara. In ogni caso, l’informazione appare attendibile visto che proprio Jarablus dovrebbe essere il prossimo obiettivo dei combattenti curdo-siriani dell’Ypg.

“Lo Stato Islamico deve essere cancellato definitivamente dai nostri confini, è siamo pronti a fare qualsiasi cosa perché ciò accada”, ha detto oggi il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavusoglu. Non ci sono per ora altre dichiarazioni inerenti ai bombardamenti odierni.

Ricordiamo che l’impegno militare in Siria da parte della Turchia è ripartito dopo l’attentato a Gaziantep: qui un kamikaze ha colpito un matrimonio curdo, provocando più di 50 vittime.

Tuttavia, l’offensiva di Ankara in Siria ha precipuamente un aspetto strategico riguardante il conflitto con i curdi, minoranza molto forte anche in Turchia. Una delle ragioni per cui il presidente Recep Tayyip Erdogan è entrato in maniera così decisa nella guerra civile siriana è proprio quella di stroncare le aspirazioni indipendentiste curde.

I bombardamenti vicino a Manbji servono ad aprire la strada ai combattenti dell’Esercito siriano libero (l’Esl), che sono fondamentali per la ripesa del controllo di Jarablus. Tale iniziativa, però, si inerisce in una strategia che può essere molto rischiosa per il futuro della Siria. L’inasprimento delle tensioni tra i diversi gruppi in campo, infatti, potrebbe radicalizzare ancora di più la guerra civile.

Intanto, in Kurdistan la situazione si fa sempre più tesa. Nelle ultime 24 ore, in tre diverse aree, due poliziotti turchi sono stati uccisi da militanti del Pkk, il partito curdo. E, a loro volta, cinque curdi sono stati assassinati in circostanze ancora da chiarire.