Francia, Valls: “giusto bloccare finanziamenti esteri per la costruzione delle moschee”

Il premier propone di rivedere il sistema di finanziamenti delle moschee e la formazione degli imam francesi

Manuel Valls sta vagliando un blocco temporaneo “dei finanziamenti provenienti da paesi stranieri per la costruzione di moschee” sul suolo francese. A dichiararlo è stato proprio il primo ministro in un’intervista al quotidiano Le Monde. Dopo aver ammesso il “fallimento” del governo in seguito all’attentato nella chiesa Saint-Etienne-de-Rouvray, il politico socialista ha anche aggiunto che sta prendendo in considerazione un nuovo rapporto dello Stato con l’islam e che tutti gli imam “dovranno essere formati in Francia e non altrove”.

“Dobbiamo costruire un nuovo modello, il ministro degli Interni ci sta lavorando”, ha affermato il premier, commentando le reazioni di mercoledì scorso del rettore della Grande Moschea di Parigi, Dalil Boubakeur. Quest’ultimo ha rimarcato la necessità di ripensare il rapporto tra le istituzioni e la comunità islamica.

Ricordiamo che la Francia conta circa 2.500 moschee, a fronte di una popolazione islamica di 6 milioni di persone. E proprio Boubakeur ha evidenziato che è necessario raddoppiare il numero dei centri religiosi. Tuttavia, ricordiamo che in base ad una norma del 1905, che contempla la separazione di Stato e Chiesa, è vietato il finanziamento pubblico per i luoghi di culto. In questo modo, la comunità musulmana è costretta ricorrere a contributi esterni, in particolare provenienti dai paesi del Golfo e dal Maghreb.

I contributi stranieri sono al centro di costanti polemiche in Francia. Così è accaduto per la moschea di Nizza, dove si è verificato recentemente un altro sanguinoso attentato. L’ex sindaco conservatore della città, Christian Estrosi, si era fermamente opposto alla costruzione del luogo di culto con finanziamenti sauditi. E dopo l’intervista di Valls ha chiesto la chiusura del centro religioso perché lì, a suo avviso, “si predica la sharia e la distruzione di chiese”.

Per parte sua, Bernard Godard, ex consigliere per l’Islam al ministero degli Interni dal 2007 al 2014, ha precisato che si sta facendo disinformazione sull’argomento. Il politico ha affermato che i contributi stranieri per le moschee rappresentano circa il 20% del totale, e spesso provengono da privati. Tutto ciò vale per i grandi centri, ma, ha aggiunto, “quasi l’80% delle moschee sono medie o piccole, spesso semplici sale di preghiera, e sono finanziate dai fedeli con le loro donazioni”.

Infine, Godard ha detto che Riad non svolge pressioni dottrinali: “nel caso dei sauditi, l’ultima cosa che voglio sono dei problemi con le autorità locali”.