Francia, dopo attacco alla chiesa di Rouen il governo ammette il “fallimento”

Manuel Valls punta il dito contro il lavoro della magistratura: “Devono fare di più”. Ma anche l’intelligence non scherza.

Incalzato dall’opposizione in Parlamento, dai media di tutto il mondo e dall’opinione pubblica il governo francese, che fino ad oggi ha mantenuto una posizione di assoluta integrità in merito alla lotta al terrorismo interno ed allo stato d’emergenza, ha per la prima volta ammesso che il massacro di Rouen è stato “un fallimento” del sistema giudiziario.

In un’intervista al quotidiano Le Monde il premier transalpino Manuel Valls ha detto che la decisione della magistratura antiterrorismo, confermata in appello, di scarcerare a marzo uno dei due assalitori della chiesa Saint-Etienne-de-Rouvray, è “un fallimento, bisogna riconoscerlo”. “Questo dovrebbe condurre i magistrati a un approccio diverso, caso per caso, tenuto conto della grande capacità di dissimulazione del jihadisti” ha aggiunto. Il premier ha però precisato “non sarò io quello che, nel disprezzo dell’equilibrio dei poteri, cade nel facile errore di ritenere i giudici responsabili di questo atto di terrorismo”.

Questa mattina un rifugiato siriano è stata fermato nell’ambito dell’inchiesta e va ad aggiungersi alla due persone arrestate dopo l’attacco. Gli attentati di luglio hanno mandato in pezzi l’unità politica a pochi mesi dalla primarie per le presidenziali di aprile 2017. Dopo le parole sul “fallimento”, uno dei dirigenti del Front national, Florian Philippot, ha invocato le dimissioni di Valls.