Carla Molinari e il delitto delle mani mozzate: a Cocquio Trevisago istituite ronde, stato delle indagini e ipotesi investigative

A Cocquio Trevisago cresce la paura. Dopo 20 giorni dall’omicidio di Carla Molinari, l’ex tipografa 82enne sgozzata nella propria villetta, cui l’assassino ha anche mozzato le mani, il sindaco annuncia che presto verranno istituite delle ronde per “rispondere al bisogno di sicurezza dei cittadini”.Le indagini e i sopralluoghi nella villetta teatro dell’efferato delitto intanto vanno

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A Cocquio Trevisago cresce la paura. Dopo 20 giorni dall’omicidio di Carla Molinari, l’ex tipografa 82enne sgozzata nella propria villetta, cui l’assassino ha anche mozzato le mani, il sindaco annuncia che presto verranno istituite delle ronde per “rispondere al bisogno di sicurezza dei cittadini”.

Le indagini e i sopralluoghi nella villetta teatro dell’efferato delitto intanto vanno avanti. Gli inquirenti avrebbero definitivamente abbandonato la pista usura così come quella della rapina. Carla Molinari sarebbe stata uccisa con premeditazione, probabilmente da qualcuno che la conosceva.

Perchè? Della “pista testamento” e dei possibili tentativi di depistaggio da parte dell’assassino avevamo parlato. L’ultima ipotesi investigativa è quella avanzata da Paolo Franceschetti, docente a contratto all’università di Teramo e responsabile dell’omonimo blog che si occupa in special modo di mafia e massoneria.

Per il taglio delle mani posso avanzare due ipotesi che in realtà coesistono: le hanno fatto il rito della mano di Gloria, di cui ho già parlato nel mio blog, oppure gli assassini hanno mandato un messaggio in codice che occorre decriptare. Il rito della mano di Gloria è riconducibile ai delitti commessi dalla Rosa Rossa, una società massonica che si ispira al contrappasso dantesco e, guarda caso, la villetta della vittima si trova proprio in via Dante Alighieri.

La pista è suggestiva quanto ardita e Franceschetti prova a prevenire le obiezioni:

la pista esoterica sembra fantasiosa ai più; ma non è forse più fantasioso pensare che un ladro si sia introdotto in casa di una donna, poi per depistare le abbia mozzato le mani, operazione che potrebbe provocare un lago di sangue che schizza ovunque, e che sia riuscito a fuggire indisturbato nonostante fosse coperto di sangue dalla testa ai piedi, ovviamente portandosi le mani con sé e ovviamente per pura coincidenza in via Dante?

Sulle modalità della morte (e a tal proposito va ricordato che la Procura dopo diversi giorni dall’autopsia e dall’esame tossicologico, non ha ancora concesso il nulla osta per l’inumazione del cadavere della donna, probabilmente in previsione di ulteriori accertamenti) il docente di diritto civile e avvocato sostiene che:

la donna è stata prima soffocata, poi è stata portata altrove e lì l’hanno mutilata tagliandole le mani, dopodiché è stata riportata nella sua casa; è previsto dai rituali di questa organizzazione.

Poi, riferendosi all’ipotesi che possa essere stata una donna a commettere l’omicidio, Franceschetti afferma:

Il delitto è stato sicuramente compiuto da più persone, nella Rosa Rossa ci sono sia uomini che donne; se fosse vero che qualcuno è entrato in casa e le ha tagliato le mani ci sarebbe sangue ovunque, compresa la porta di casa e il cancello. La vittima è stata senz’altro uccisa altrove

Via | La Provincia di Varese

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