Attacco a Monaco, la polizia: “Gesto di un folle, nessun rapporto con Isis”

L’attentatore di Monaco ispirato dall’estremismo di destra di Breivik: “Folle, Isis non c’entra”.

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L’attentatore di Monaco che ha ucciso dieci persone in un centro commerciale della metropoli bavarese, ferendone 27 di cui dieci versano in gravi condizioni, era nato e cresciuto in città: figlio di immigrati iraniani, “tedesco” come egli stesso si è definito, Ali Sonboly

“non ha nulla a che fare con Isis”

.

Ad affermarlo sono gli inquirenti tedeschi che stanno indagando sui tragici fatti di ieri di Monaco, i quali descrivono una persona disturbata e con problemi di depressione: lo stesso Sonboly avrebbe urlato, dal terrazzo del centro commerciale verso un residente al balcone, di essere stata “vittima di bullismo” e di volere vendetta:

“Tu sei un coglione, ecco cosa sei!”
“Io sono cresciuto qui, nella zona della Hartz4”

Quel dialogo ha del surreale e quel video, nel quale si vede e si sente piuttosto bene quanto sta succedendo, è in un certo senso una rivelazione circa il profilo dell’attentatore: il suo modo di parlare, più ancora che ciò che dice, il suo modo di muoversi e solo infine i concetti che esprime sono evidenti siano frutto di una mente disturbata, con evidenti problemi di relazione.

La stessa conclusione la starebbero raggiungendo, ovviamente suffragata da evidenze investigative, anche gli inquirenti tedeschi: “Non c’è nessun legame con l’Isis” ha detto alla stampa il procuratore di Monaco Thomas Steinkraus-Koch, che ha aggiunto anche che il 18enne si era sottoposto a “terapia psichiatrica” ed in passato era stato curato per una forte depressione. In casa sua, oltre a materiale su stragi, è stato trovato anche un libro dal titolo Furia nella testa: perché gli studenti uccidono.

In qualche modo, secondo quanto detto dal procuratore, il tedesco-iraniano si sarebbe ispirato alla strage di Utoya, in Norvegia, messa a punto e portata a compimento da Anders Breivik, simpatizzante neonazista e xenofobo.

Continua quindi l’attribuione indebita a Isis di cose che Isis non sono: come scrivevamo già qualche giorno fa “se Isis è ovunque allora Isis non è da nessuna parte”. Occorre quindi rifuggere dalla silenziosa teoria che vuole Isis come “la nuova pista anarchica”, come scritto dal direttore di Blogo Alberto Puliafito.