Corea del Nord, nuovo test missilistico. Usa: “Onu intervenga”

Niova provocazione di Kim Jong-un. Dopo l’embargo, gli Stati Uniti chiedono un nuovo intervento Onu

La Corea del Nord continua con le sue provocazioni. Il dittatore Kim Jong-un ha deciso di testare tre missili, che sono successivamente caduti nelle acque del Mar del Giappone. Per tutta risposta, Gary Ross, portavoce del Pentagono, ha subito replicato all’iniziativa, esortando le Nazioni Unite a rafforzare l’azione contro lo Stato asiatico.

Secondo fonti sudcoreane e giapponesi, i vettori, probabilmente tutti Scud, sono partiti dalla provincia occidentale di North Hwanghae verso le 5:45. Sarebbero caduti, poi, al largo della costa orientale alle 6:40 (22:45-23:40 ora italiana di ieri). I missili avrebbero coperto una distanza di 500-600 chilometri. Per il Comando di Stato maggiore congiunto di Seul, la gittata poteva coprire tutto il territorio della Corea del Sud.

“Chiediamo all’Onu di rinforzare la determinazione internazionale contro le provocazioni di Pyoyang”, hanno fatto sapere le forze armate americane. Ricordiamo, che gli Stati Uniti, attraverso il Dipartimento del Tesoro, hanno imposto, ad inizio luglio, le prime sanzioni a Kim Jong Un e ad altri 14 alti funzionari del regime per mancato rispetto dei diritti umani.

Kim, subito dopo la decisione del Tesoro, ha dato disposizioni per il test di un missile balistico da sottomarino. L’esperimento è fallito, ma ha certificato che la tensione con Washington e con i suoi alleati asiatici non tende ad attenuarsi, soprattutto dopo la risoluzione del Consiglio di sicurezza dell’Onu che ha optato per un embargo economico più restrittivo nei confronti della Corea del Nord.

Intanto, prosegue il progetto americano, che sarà portato a termine dal successore di Barack Obama, di un accordo con Seul e Tokyo di per il dispiegamento di un sistema di difesa anti-missilistico. E dal Giappone, dove il premier Shinzo Abe sta per mandare definitivamente in soffitta la Costituzione pacifista, la determinazione nel disinnescare la minaccia della Corea del Nord è molto forte.

Gli analisti suppongono che Kim, per forza di cose, dovrà prima o poi sedersi nuovamente intorno al tavolo del negoziato nucleare, visto che la Cina, suo principale alleato commerciale, non è più intenzionata ad appoggiare la politica di aggressione che continua a perseguire. Tuttavia, la questione si riaprirà dopo il voto americano di novembre.

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