Guerra in Siria: vicino un accordo Obama-Putin

Kerry propone ai vertici russi bombardamenti congiunti e una base condivisa di comando in Giordania. Rimane aperta la questione Assad

Sta arrivando una svolta sulla strategia bellica in Siria. Barack Obama e Vladimir Putin sono molto vicini ad un accordo, che dovrebbe portare ad una risoluzione della crisi nel paese martoriato dalla guerra civile. John Kerry ha incominciato a discutere l’intesa con alti funzionari dell’amministrazione russa nella giornata di giovedì, a Mosca.

A diffondere la notizia è stato il Washington Post. Secondo le anticipazioni del quotidiano americano, la Casa Bianca avrebbe elaborato un patto articolato su due punti. Il primo prevede dei bombardamenti coordinati con le forze di aviazione russe. Il secondo, invece, contempla un Joint Implementation Group in Giordania, ovvero una base condivisa di comando dove sarà possibile lo scambio di informazioni tra servizi segreti.

Secondo fonti di stampa internazionale e delle Nazioni Unite, tuttavia, il patto, così come descritto dal Washington Post, appare eccessivamente avanzato. Non si sarebbe ancora fatta chiarezza sul nemico comune da combattere, al di là dell’Isis. Ad esempio, tra le diverse fazioni terroristiche operanti in Siria c’è Al-Nusra, costola di Al-Qaida. Gli Usa, fino ad oggi, non si sono mai espressi in maniera limpida su questo gruppo, nonostante che l’Onu l’abbia inserito nella sua black list. Per la Russia, invece, i jihadisti quedisti sono nemici giurati, anche perché impegnati nel rovesciamento del regime di Bashar al Assad, alleato di Putin.

In ogni caso, Washington potrebbe fare delle aperture su Al-Nusra, in cambio di una revisione del modus operandi della Russia. Kerry vorrebbe che Mosca e Damasco la smettessero di colpire le altre forze ribelli. Opzione, questa, che incontra però le resistenze di Putin.

Andrebbe pure chiarita la posizione di Assad, che a parole continua a dirsi favorevole alla costruzione di un governo di unità nazionale. Ma all’Onu molti sospettano che si tratti solo di una mossa di facciata per mantnere il controllo sul Paese.

Per il Washington Post, nel documento che Kerry ha presentato ai veritici russi ci sarebbe scritto che c’è tempo per trattare fino al 31 luglio. Difficile che si raggiunga il massimo risultato, ma le condizioni per un nuovo approccio collaborativo ci sono. Obama sta per abbandonare la presidenza e Putin ha capito ormai che non può contare su una guerra-lampo. Tali circostanze, forse, costringeranno i due ad abbandonare parte delle loro loro divergenze.

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