Referendum escluso dall’Election Day: si voterà la settimana successiva spendendo 400 milioni di euro in più

Il referendum sulla legge elettorale, quella porcata attualmente in vigore grazie alla Lega nord, non si terrà durante l’Election Day del 6 / 7 giugno 2009. Il Governo ha deciso di fissare un’altra data, il weekend successivo, per far esprimere i cittadini sulla proposta che ha raccolto più di 800 mila firme. Nelle città che

Il referendum sulla legge elettorale, quella porcata attualmente in vigore grazie alla Lega nord, non si terrà durante l’Election Day del 6 / 7 giugno 2009. Il Governo ha deciso di fissare un’altra data, il weekend successivo, per far esprimere i cittadini sulla proposta che ha raccolto più di 800 mila firme.

Nelle città che andranno al ballottaggio per sindaci e presidenti di Provincia, si voterà quindi per 3 fine settimana di seguito e non è difficile prevedere, complice magari un po’ di sole, un crollo della partecipazione alle consultazioni che porterebbe l’Italia a seguire il modello Abruzzo, con un astensione che riguarda quasi la metà degli elettori.

Il nobile motivo per cui verranno spesi 400 milioni di euro in più (stima de La Voce.info) per il Referendum in differita è semplice: la porcata elettorale ora in vigore si è dimostrata adatta a mantenere in piedi le oligarchie politiche, che ora non hanno interesse a rimettere in discussione il potere acquisito.

Ma la democrazia diretta, i cittadini che scelgono e le altre burle sulla partecipazione popolare che fine hanno fatto?

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