Omicidio trans Brenda: trovati diversi video nel suo pc. Natalì parla a Porta A Porta

Nuovi aggiornamenti per quanto riguarda il caso Marrazzo e in particolar modo alle due morti che si ritiene siano collegate ad esso: quella del pusher Gianguarino Cafasso e quella della transessuale Brenda, di cui ci siamo occupati nei giorni scorsi.Come vi abbiamo anticipato ieri, i dati contenuti nel PC trovato immerso nell’acqua nell’appartamento di Brenda

Nuovi aggiornamenti per quanto riguarda il caso Marrazzo e in particolar modo alle due morti che si ritiene siano collegate ad esso: quella del pusher Gianguarino Cafasso e quella della transessuale Brenda, di cui ci siamo occupati nei giorni scorsi.

Come vi abbiamo anticipato ieri, i dati contenuti nel PC trovato immerso nell’acqua nell’appartamento di Brenda non sono affatto andati distrutti e pare che fino ad ora gli inquirenti siano già riusciti a ripristinare circa il 10% del suo contenuto.

Tra i files recuperati dovrebbero esserci anche diversi video e tra questi gli inquirenti sperano di trovare anche il secondo video di Marrazzo di cui si è molto discusso in questi giorni e che ritrarrebbe l’ex Governatore della Regione Lazio insieme alla stessa Brenda e a Michelle, un’altra trans.

Nel frattempo alcune amiche e conoscenti di Brenda – Natalì in primis – sostengono che la giovane non sia stata uccisa in relazione alla vicenda Marrazzo.

Se ne è discusso ieri sera a Porta A Porta e la compagna di Brenda, China, ha affermato che “se la sua morte fosse collegata a questa faccenda, la prima persona che doveva morire ero io“.

Molto più dura è stata Natalì, che ha tracciato un quadro piuttosto brutto di Brenda:

Non escludo che Brenda possa essere stata uccisa da un altro trans, perché quando si ubriacava e si drogava diventava violenta, trattava male i clienti, li rapinava, chiedeva soldi agli altri trans. Altri avevano interesse perché sparisse. I trans che vivono a Due Ponti cercano guai. Io invece della droga non so niente, in casa mia nessuno si è mai drogato, né mi ha chiesto di comprare droga, tanto meno Piero Marrazzo. E secondo me lui non si droga.

Certo è che in questa versione c’è anche qualche imprecisione, per lo meno se si accosta alle dichiarazioni rilasciate da Marrazzo qualche settimana fa:

L’elevato importo in contanti che avevo con me la mattina del 3 luglio si giustifica perché nei miei incontri era previsto il consumo di cocaina. Cocaina di cui è capitato che anche io facessi uso.

Chi ha ragione e chi mente? Le indagini continuano a 360 gradi.

Via | BariMia e RomagnaOggi

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