Usa 2016: nel programma dei Repubblicani inserite le proposte di Trump sull’immigrazione

Il Gop inserisce nella bozza della “piattaforma” la costruzione del muro al confine con il Messico. E in politica estera fa propria la svolta protezionista di Trump

Il 18 luglio partirà la convention repubblicana di Cleveland (Ohio), in cui il candidato alla Casa Bianca, Donald Trump, riceverà formalmente la nomination per le elezioni del prossimo 8 novembre. In vista dell’appuntamento, il Gop ha deciso di inserire nella bozza del suo manifesto elettorale alcune delle proposte più controverse sostenute dal tycoon newyorchese, inerenti all’immigrazione, ai diritti civili e alle questioni economiche.

A redigere la piattaforma programmatica è il Comitato nazionale repubblicano. E, ovviamente, nonostante le spaccature interne, l’organo direttivo del partito non poteva non mostrarsi sensibile alle richieste di Trump, su cui nessuno avrebbe punto prima dell’inizio delle primarie.

E’ molto probabile che la maggior parte dei progetti del candidato del Gop saranno dunque accolte. Lo stesso Trump, come scrive Usa Today, le ha commentate come uno strumento imprescindibile “per fare di nuovo grande l’America”.

Così ecco che anche la proposta, giudicata da molti sconsiderata, riguardante la costruzione di un muro al confine tra Usa e Messico è entrata nella bozza. Tale ipotesi, come ebbe a dire lo stesso tycoon qualche mese fa, si rende necessaria per combattere i “criminali” e “gli spacciatori di droga”. Parte dei repubblicani continua però a rigettare l’edificazione della barriera, sia perché discriminatoria sia perché potrebbe indirizzare il voto degli immigrati messicani, e dei latinos in generale, verso Hillay Clinton.

Inoltre, nella piattaforma provvisoria sono contemplati cinque anni di carcere per qualsiasi immigrato senza documenti che prova a rientrare illegalmente negli Stati Uniti dopo essere stato espulso.

La piattaforma, inoltre, dovrebbe includere le nuove politiche protezioniste caldeggiate da Trump. E’ stato lo stesso magnate, a fine giugno, a mettere in questione gli accordi di libero scambio. In particolare, ha criticato il Trans-Pacific Partnership (l’accordo di libero scambio tra Stati Uniti e 11 nazioni del Pacifico) e il North American Free Trade Agreement.

Infine, segnaliamo che i delegati hanno escluso che vengano inseriti nel programma ufficiale le tematiche dell’aborto e dei matrimoni gay.

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