Mar Cinese Meridionale, L’Aja dà ragione alla Cina: le Filippine esultano

Pechino ha già fatto sapere di considerare la sentenza “carta straccia”.

[blogo-video id=”378090″ title=”Onu dà ragione alle Filippine sulle isole contese, festa a Manila” content=”” provider=”askanews” image_url=”http://engine.mperience.net/cdn/static/img/tmnews/20160712_video_19102538.jpg” thumb_maxres=”0″ url=”20160712_video_19102538″ embed=”PGRpdiBpZD0nbXAtdmlkZW9fY29udGVudF9fMzc4MDkwJyBjbGFzcz0nbXAtdmlkZW9fY29udGVudCc+PHNjcmlwdCB0eXBlPSJ0ZXh0L2phdmFzY3JpcHQiIHNyYz0iaHR0cDovL2VuZ2luZS5tcGVyaWVuY2UubmV0L0VuZ2luZVdpZGdldC9zY3JpcHRzL3dpZGdldF8xIj48L3NjcmlwdD48ZGl2IGNsYXNzPSJtcGVfd2lkZ2V0IiBkYXRhLW1wZT0ndHlwZT1wbGF5ZXJ8YXBwSWQ9MTl8dGFyZ2V0SWQ9MjAxNjA3MTJfdmlkZW9fMTkxMDI1Mzh8cGxheWVyT3B0aW9ucz17ImF1dG9wbGF5Ijoibm9uZSIsImFkdlVSTCI6Imh0dHA6Ly9pYi5hZG54cy5jb20vcHR2P21lbWJlcj0zNzA3JTI2JWludl9jb2RlPXByZXJvbGwtYXNrYW5ld3MteDUwLWRlc2t0b3AiLCJ1c2VJbWFTREsiOnRydWV9Jz48L2Rpdj48c3R5bGU+I21wLXZpZGVvX2NvbnRlbnRfXzM3ODA5MHtwb3NpdGlvbjogcmVsYXRpdmU7cGFkZGluZy1ib3R0b206IDU2LjI1JTtoZWlnaHQ6IDAgIWltcG9ydGFudDtvdmVyZmxvdzogaGlkZGVuO3dpZHRoOiAxMDAlICFpbXBvcnRhbnQ7fSAjbXAtdmlkZW9fY29udGVudF9fMzc4MDkwIC5icmlkLCAjbXAtdmlkZW9fY29udGVudF9fMzc4MDkwIGlmcmFtZSB7cG9zaXRpb246IGFic29sdXRlICFpbXBvcnRhbnQ7dG9wOiAwICFpbXBvcnRhbnQ7IGxlZnQ6IDAgIWltcG9ydGFudDt3aWR0aDogMTAwJSAhaW1wb3J0YW50O2hlaWdodDogMTAwJSAhaW1wb3J0YW50O308L3N0eWxlPjwvZGl2Pg==”]

Secondo quanto stabiito dal tribunale internazionale de L’Aja la Cina non ha alcun diritto storico sulle Isole del Mar Cinese Meridionale: la disputa tra Filippine e Cina risaliva a parecchi anni fa ed era stata portata davanti al tribunale internazionale che, basandosi sulla convenzione Onu sul diritto del mare (Unclos), ha dato ragione a Manila a discapito di Pechino.

La disputa era sull’area della ‘nine-dash line’, zona inclusa in una linea di demarcazione segnata sulle mappe marine nel 1947, traducibile in italiano come ‘linea a nove trattini’, e al cui interno ci sono numerose isole

La Cina, che rivendica la sovranità sul 90% di quelle isole (strategiche nell’ottica di difesa, per arginare il Vietnam), ha fatto sapere di reputare la sentenza “carta straccia”: il ricorso alla Corte era stato infatti avanzato unilateralmente dalla Filippine nel 2013 e i giudici, la cui sentenza è inappellabile, non hanno alcune mezzo per obbligare la Cina ad attenersi alle sue decisioni.

L’arbitrato in realtà mette in discussione la base giuridica su cui Pechino rivendica la sovranità su oltre due milioni di chilometri quadrati di mare e apre la strada a rivendicazioni simili da parte di Malesia, Brunei e Vietnam (e Giappone nel Mar cinese orientale).