Iraq: Obama invia altri 560 soldati per la presa di Mosul

Obama deciso a riprendersi al roccaforte dell’Isis in Iraq. I soldati saranno dislocati nella base aerea di Qayyara

Il presidente Barack Obama invierà altri 560 soldati in Iraq. In questo modo, i militari statunitensi presenti nel paese mediorientale diventeranno in totale 4600. L’obiettivo di Washington è quello di strappare all’Isis la città di Mosul, dislocando il suo contingente nella base aerea di Qayyara, appena riconquistata dall’esercito regolare di Baghdad.

Come riporta il New York Times, a diffondere la notizia è stato Ashton Carter, durante la sua visita nella capitale irachena. Il segretario alla Difesa americano ha precisato che “queste nuove forze porteranno capacità uniche e un appoggio decisivo alle truppe irachene nel momento della battaglia”. Torna così nuovamente a salire la presenza statunitense in Iraq, dopo il ritiro del 2011 voluto da Obama. Decisione, questa, considerata da molti analisti un errore a causa del conseguente dilagare dei jihadisti.

La conquista della base di Qayyara rappresenta un decisivo passo in avanti nella riconquista di Mosul, roccaforte dell’Isis da dove vengono organizzati la maggior parte degli attacchi terroristici nel paese. L’ultimo si è verificato in un quartiere commerciale di Baghdad ed ha prodotto circa 300 vittime.

Obama, nel corso del vertice Nato di Varsavia, ha espresso la sua preoccupazione per la questione irachena. Tuttavia, la politica della Casa Bianca non viene rimessa in questione: le truppe americane non devono stare in prima fila nella lotta allo Stato Islamico, la loro funzione rimane essenzialmente di supporto a Baghdad.

A tale riguardo, l’addetto stampa di Obama, Josh Earnest, ha dichiarato lunedì: “Il presidente è stato molto chiaro su ciò che la nostra missione è e su ciò che la nostra missione non è. Siamo in Iraq per rafforzare il nostro sostegno alle forze irachene, che stanno ottenendo un certo successo”.