Il flop della Lega Nord mette in crisi Matteo Salvini

Le cose non vanno bene dalle parti di via Bellerio. E si cerca la strada migliore per risalire.

di andreas

Le cose non vanno bene per la Lega Nord. Alle amministrative non solo non si è riusciti a conquistare Milano, ottenendo un misero 10% che è la metà di quanto raggiunto da Forza Italia; ma si è visto ancora una volta come la strategia nazionale di Salvini non funzioni: il suo Noi con Salvini a Roma ha conquistato il 2,7%.

Avete mai visto il leader di un partito che nella capitale conta per il 2,7% godere di una tale sovraesposizione mediatica? Questo, in effetti, non fa che peggiorare il problema. Salvini è uno dei leader più in vista, usa toni iper-populisti, è invitato a ogni talk show possibile immaginabile e nonostante ciò nelle occasioni che contano non riesce davvero a sfondare.

Inoltre, non va sottovalutato il caso Brexit, che potrebbe aver fatto capire a tanti elettori che è meglio non scherzare troppo con il fuoco, che quando poi ci si scotta la sensazione non è piacevole. Non è un caso, infatti, che sia Salvini sia il M5S abbiano smesso di invocare l’uscita dall’euro o dall’Europa.

In questa situazione, Salvini dovrà affrontare un congresso che potrebbe essere decisamente meno plebiscitario di quello che ci si sarebbe potuti aspettare. Mancano cinque mesi, il congresso dovrebbe essere più o meno nel dicembre 2016 – stando allo statuto della Lega – e questo potrebbe essere il momento migliore per provare a iniziare un lento logorio da parte di chi vorrebbe vedere il partito intraprendere una direzione diversa. Qualche nome si fa già (Maroni e Calderoli), ma non dovrebbe mancare molto prima di capire davvero chi avrà la forza e la voglia di fare un passo avanti.